Antonio Nicita nuovo componente Agcom, M5S: “E’ il cugino della Prestigiacomo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Novembre 2013 20:34 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2013 22:55

cameraROMA – Antonio Nicita è il nuovo componente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. E’ stato eletto dalla Camera e va a sostituire il dimissionario Maurizio Decina. Nicita ha avuto 297 voti. La scelta di Nicita, che è in quota al dalemiano Gianni Cuperlo,  del Pd, ha attirato le critiche del Movimento 5 Stelle.

“Siamo alla ricerca di qualcuno che smentisca il fatto che il neo eletto commissario dell’Agcom, Antonio Nicita, sia figlio dell’ex governatore siciliano, Santi Nicita, e cugino della deputata del Pdl Stefania Prestigiacomo. Al momento, gli elementi a nostra disposizione sono indirizzati tutti verso questa direzione che, se confermata, ci farebbe porre una domanda su tutte: Nicita sarebbe espressione del Pdl, del Pd o, forse, del partito delle larghe intese?”.

Lo dichiara in una nota il gruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera.

“Non abbiamo nulla da dire sul curriculum del professor Nicita, che è di tutto riguardo. Il punto è un altro: è mai possibile che le nomine debbano, quasi si trattasse di volontà divina, essere espressione di logiche spartitorie tra i partiti? E’ mai possibile – insistono i 5 Stelle – che, tra le tante persone qualificate per quel ruolo, la scelta doveva cadere proprio sul cugino dell’ex ministro? Forse si sarà trattato di una singolare casualità, oppure in questo Paese esiste il piccolo mondo delle elite, che si autopromuove e autoalimenta, e il resto della cittadinanza, tagliato fuori da logiche, favori, nomine”. “Il MoVimento 5 Stelle – ricordano i deputati – aveva portato in Aula quale candidato per il ruolo di commissario Agcom il professor Beniamino Di Martino, professore ordinario presso la Seconda Università di Napoli e autore, tra l’altro, di otto testi scientifici a diffusione internazionale e di oltre 200 pubblicazioni scientifiche a diffusione internazionale. Come abbiamo scelto il professor Di Martino? Secondo la metodologia più semplice e trasparente possibile, quella che i partiti non si sognano nemmeno di adottare: abbiamo vagliato e selezionato i curricula inviati alla posta elettronica presidenza della Camera attivata a tale scopo”.

Del tutto disattese sono risultate le previsioni della vigilia. Cinque giorni prima, Fabio Sabatini aveva scritto sul Fattoquotidiano.it:

“Un anno fa il Pd rispose alla richiesta di trasparenza della società civile scegliendo il suo candidato con delle “primarie” anomale in cui i parlamentari furono invitati a esprimersi su circa trenta nomi. Ma la short list dei candidati era stata pre-selezionata (non è dato sapere da chi) e l’invio di curricula alla Camera, non previsto dalla legge ma sollecitato proprio per aumentare la trasparenza, si risolse in una presa in giro. Tutto era stato già deciso. Oggi, grazie all’iniziativa del deputato Stefano Quintarelli, la Camera ha di nuovo dato a tutti i soggetti interessati la possibilità di presentare la propria candidatura. I curricula pervenuti saranno poi pubblicati nel portale intranet della Camera, a beneficio dei deputati.

“Da diverse settimane i rumors indicano una lotta “interna” tra due candidati che rispecchia il contrasto tra due anime del Pd. Il rischio spaccatura è elevato (lo scrutinio è segreto) e il partito potrebbe anche perdere del tutto la possibilità di designare un membro all’Agcom.

“Da un lato sembra favorito Antonio Lirosi, bersaniano, una lunga carriera di dirigente al Ministero dello Sviluppo economico sotto Bersani, soprattutto sui temi della protezione dei consumatori (le associazioni di settore tuttavia propongono un altro nome) ma nessuna attività o competenza specifica sul complesso settore vigilato da Agcom.

“Dall’altro lato c’è Antonio Sassano, docente universitario, esperto di frequenze radiotelevisive tanto da esser stato già consulente dell’Autorità (di fatto commissario ombra Agcom per le frequenze) da circa un decennio. Non certo una figura nuova dunque. Da diversi anni Sassano è costantemente candidato ad occupare una poltrona in Agcom. Sebbene si tratti di un noto esperto su uno specifico aspetto delle telecomunicazioni, anche la sua candidatura, espressione dell’area Gentiloni-Franceschini, ha sollevato alcuni dubbi sulla rete.

“Sassano è infatti oggi presidente dell’organo di vigilanza di Telecom Italia, cioè dell’operatore dominante della telefonia fissa italiana, circostanza che secondo alcuni lo rende non idoneo a ricoprire il ruolo di commissario. Inoltre, il fratello Andrea è stato appena nominato direttore delle risorse televisive della Rai, proprio una delle maggiori società su cui Agcom è chiamata a vigilare, da sempre crocevia dei peggiori intrecci tra mercato e politica.

“Insomma il requisito di indipendenza (soprattutto futura) dalla politica e dalle imprese regolate potrebbe non brillare per i due principali contendenti”.

Infatti.

Per la cronaca,

“Le altre candidature uscite fin qui vedono nomi rispettabili ma ”consumati” di ex-parlamentari da ripescare per una buona pensione o per premio di fine carriera (Vita, Zaccaria, Rognoni). Ci sono poi i ‘battitori liberi’ come il giornalista Valentini, candidato dalle associazioni per la difesa dei consumatori, che difficilmente piacciono ai partiti. Altre voci dicono che alla fine ci sarà una candidatura terza, “di una donna“, per ricomporre il puzzle”.