Belpietro (La Verità) compra Panorama ma confonde il formato che fu dell’Espresso

Pubblicato il 2 novembre 2018 13:58 | Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2018 13:58
Belpietro (La Verità) compra Panorama ma confonde il formato Espresso (nella foto Ansa: Maurizio Belpietro)

Belpietro (La Verità) compra Panorama ma confonde il formato Espresso

Panorama, il settimanale, che fu il primo mewsmagazine italiano negli anni ’60 sotto la guida di Lamberto Sechi, è uscito dalla casa editrice Mondadori, dopo oltre mezzo secolo. Nuovo editore è La Verita’ Srl, che edita l’omonimo quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro. Belpietro ne fu direttore dal 2007 al 2009.

La reazione del sindacato dei giornalisti non è tardata. “La storica testata Panorama, afferma un comunicato sindacale, è uscita dalla Mondadori . I giornalisti entrano in due società spezzatino che fanno capo a La verità di Maurizio Belpietro. Dei 24 colleghi, tutti sotto minaccia di chiusura della testata se non fosse avvenuto il passaggio, 12 hanno accettato di tagliarsi lo stipendio, 5 non hanno accettato e passano a stipendio pieno, 6 hanno deciso di accettare un incentivo all’esodo per uscire e una si è dimessa volontariamente senza incentivo.

“Dopo avere dichiarato al tavolo sindacale che non ci sarebbero stati incentivi, poi che non sarebbe avvenuto il passaggio se non con una o due unità in meno, oggi le aziende hanno scoperto il bluff. Il passaggio avviene con 12 +5 giornalisti e dopo l’uscita incentivata di altri.

‘Oggi si è concretizzata la peggiore operazione possibile, tutta giocata sulla pelle dei giornalisti. Mondadori e La Verità hanno fatto di tutto per non concordare alcunché con il sindacato. Hanno organizzato un’operazione costruita su clausole segrete, mai palesemente ufficializzate nei loro contenuti, pretendendo un dimezzamento “volontario” degli stipendi attraverso un vero e proprio ricatto. Il sindacato valuterà attentamente sotto tutti i profili il comportamento delle due aziende e si riserva di agire anche legalmente a tutela propria e dei colleghi ceduti con e senza conciliazioni”. 

Dalle pagine di La Verità, Alfredo Arduino presenta la vicenda dal punto di vista del nuovo editore: “L’obiettivo è di riportare il settimanale al posto di prestigio occupato per oltre mezzo secolo. Facendo informazione con un solo padrone: il lettore”.

E prosegue: “La stampa non è affatto morta, anzi. Lo testimonia l’acquisizione dello storico settimanale Panorama da parte della Verità, che ad appena due anni dalla sua fondazione è uno dei pochissimi quotidiani con conti in ordine e copie in aumento. E che guarda a un futuro ricco di sfide e progetti. Segno che il giornalismo di qualità, non asservito ad alcun potere economico o politico, continua a convincere, destare interesse e conquistare lettori.

“Un’ informazione fatta di scoop e inchieste sul campo. Un’ informazione «senza padroni né padrini», che ha sempre raccontato le notizie di pubblico interesse, senza curarsi che potesse dispiacere a qualcuno di destra o di sinistra. E l’ affetto del pubblico ha premiato questa formula e la serietà della linea editoriale, che risponde a un solo padrone: il lettore. In questo senso l’ acquisizione di Panorama, testata ammiraglia della Mondadori, è un’ altra, importante, sfida per la squadra della Verità. Una squadra che si arricchirà dell’ esperienza e della professionalità dei colleghi del settimanale, ai quali la redazione dà il benvenuto.

“L’ obiettivo di Maurizio Belpietro, direttore ed editore della Verità, è quello di riportare il settimanale a un posto di prestigio nel panorama dell’ informazione italiana. Posto che merita e ha occupato per più di mezzo secolo. Come, i lettori lo scopriranno numero dopo numero, a partire dalla prossima settimana”.

Promette bene. Scrive che, nel 1965, col nuovo direttore Lamberto Sechi, “fu abbandonato il formato «lenzuolo», per un più moderno e accattivante tabloid”. In realtà panorama, il cui primo direttore fu Nantas Salvalaggio, mai ebbe il formato lenzuolo tipico dei quotidiani del tempo. Fu formato rivista fin dall’inizio, come il modello americano Time, col cui editore la Mondadori aveva un accordo di collaborazione (Epoca aveva l’esclusiva sui servizi fotografici di Life). Il formato lenzuolo era dell’Espresso, nato nel 1955, passato al formato “Uni” nel 1974.