Benedetto Motisi a SocialCom spiega “la percezione della credibilità tra realtà e rete”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Dicembre 2019 13:33 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2019 13:33
Benedetto Motisi a SocialCom spiega "la percezione della credibilità tra realtà e rete"

Benedetto Motisi a SocialCom spiega “la percezione della credibilità tra realtà e rete”

ROMA – “La percezione della credibilità tra realtà e rete”. Benedetto Motisi è uno dei principali esperti di SEO in Italia. Intervistato da SocialCom prima dell’evento “SocialCom – La comunicazione al tempo dei social” del 10 dicembre alla Camera dei Deputati, Motisi ha spiegato: “I social NON hanno cambiato modo di comunicare ma siamo noi che, forti di strumenti “always on” e in grado di raggiungere chiunque da qualunque parte del globo, abbiamo gettato i vecchi stilemi comunicativi, mostrandoci senza filtri”.

Motisi quindi ha aggiunto: “Credo che l’unica pietra angolare possibile sia la responsabilizzazione di chiunque oggi, con uno smartphone in mano, è in grado di comunicare. Stiamo attraversando la trasformazione digitale senza alcuna preparazione, e non intendo forzatamente tecnica quanto di approccio. Le fake news esistono perché sono più lucrative delle notizie certificate, poiché il modello economico dei portali editoriali è puramente quantitativo: il problema è che guardare all’utente con atteggiamento paternalistico – quasi da proteggere – è sbagliato e poco funzionale. Sembra solo un modo di lavarsi la coscienza, quando l’unica vera soluzione è quella di essere – tutti – condivisori e commentatori, che ormai i ruoli sono intercambiabili – più accorti”.

Ciò che funziona davvero oggi è l’infotainment – ha proseguito – ovvero l’informazione in grado anche di intrattenere. Il sacro dispaccio avvolto nella bambagia giornalistica non esiste più e l’unica strada per evitare di diventare dei ripetitori di pubbliredazionali per tenere in piedi la baracca è quella di riuscire a informare, per l’appunto, intrattenendo. Un modello che già esiste nei vecchi media, basti pensare a un certo taglio di documentari, di cui – ad esempio gli Angela in Italia – sono maestri con garbo e cultura”.

Quindi riguardo quello che i social realmente vogliono farci vedere spiega: “Il riferimento alla teoria della filter bubble (o bolla di filtraggio) è evidente: gli algoritmi dei social network ci fanno vedere solo ciò che è vicino ai nostri interessi. In realtà, questa bolla a mio avviso è molto più gonfiata di quel che si creda: non c’è nessuna tendenza a voler dividere la società per dominarla, come vorrebbero alcune teorie del complotto, solo una strategia tecnica efficace per ottimizzare i costi pubblicitari e far arrivare le pubblicità più targhetizzate possibili all’utente”.

Benedetto Motisi sarà tra i relatori di “Socialcom – La comunicazione al tempo dei social”, un convegno dal rilevante contributo contenutistico e scientifico e l’unico in Italia che offre alta formazione gratuita per tanti giovani. L’appuntamento è per il prossimo 10 Dicembre alla Camera dei Deputati. Per info e accrediti:info@socialcomitalia.com.