“Non sono mai stata una escort”: Bettina Wulff querela Google

Pubblicato il 9 settembre 2012 15:58 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2012 16:02
Bettina Wulff

Bettina Wulff

BERLINO – Provate a digitare sulla barra di Google il nome di Bettina Wulff. Scoprirete che le parole associate al suo nome sono “escort” e “passato a luci rosse”. Bettina, seconda moglie dell’ex presidente federale tedesco Christian Wulff, non ha preso molto bene la “libera associazione” al suo nome ed ha querelato Google. A renderlo noto la sera dell’8 settembre l’avvocato dell’ex first lady Wulff, Gernot Lehr, che ha confermato le indiscrezioni anticipate dal Sueddeutsche Zeitung.

Secondo quanto riferito da Lehr, Bettina Wulff avrebbe rilasciato al tribunale di Amburgo una dichiarazione giurata in cui afferma che tutte le voci su un suo passato di prostituta sono false, depositando inoltre una querela per diffamazione contro il giornalista televisivo Guenther Jauch e Google. Al presentatore Jauch la Wulff contesta invece l’aver citato, durante una sua trasmissione, un articolo di giornale in cui si faceva riferimento a queste voci.

Nel tentativo di fermare il procedimento giudiziario, Jauch ha reso noto di volersi impegnare legalmente per omettere in futuro qualsiasi riferimento a un passato da escort dell’ex first lady, come, prima di lui, avevano già fatto altri 34 tra media e blogger tedeschi e stranieri.

Google ha invece fatto rispondere da un portavoce tedesco che la compagnia non ha alcun controllo sulle parole suggerite automaticamente, frutto di un algoritmo fondato sulle precedenti ricerche. Secondo Sueddeutsche Zeitung le voci sarebbero originariamente state diffuse da politici della Cdu della Bassa Sassonia per danneggiare politicamente Christian Wulff, allora governatore del Land, dimessosi poi da presidente lo scorso febbraio in seguito ad uno scandalo giudiziario.