Caruana Galizia uccisa a Malta, delegazione Fnsi chiede verità e giustizia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2019 5:00 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2019 20:30
Caruana Galizia, Fnsi chiede giustizia e verità per la giornalista di Malta

Caruana Galizia (Foto archivio ANSA)

ROMA – Una delegazione della Federazione nazionale della Stampa italiana, composta dai giornalisti Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo, si trova il 28 novembre a Malta per partecipare alle iniziative promosse dai colleghi dell’isola per chiedere verità e giustizia per Daphne Caruana Galizia dopo gli ultimi sviluppi sul caso del suo assassinio, il 16 ottobre 2017.

A Borrometi e Ruotolo, il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti hanno affidato un messaggio. I vertici della Fnsi hanno dichiarato in una nota: “Grazie a chi sta manifestando per le vie di Malta perché sta difendendo la dignità e i diritti di chiunque, nel mondo, crede nei valori della libertà di informazione. Nel mondo, in Italia, a Malta, mafie, corruzione, malaffare temono le luci, perché per realizzare i loro sporchi affari hanno bisogno del buio delle complicità e del silenzio assassino. Non basta colpire gli esecutori, bisogna arrestare i mandanti e costringere alle dimissioni i governanti che li hanno coperti e protetti”.

Lorusso e Giulietti proseguono : “Paolo Borrometti e Sandro Ruotolo, due giornalisti costretti a vivere ‘sotto scorta’ per le loro inchieste contro mafia, camorra, corruzione hanno più volte acceso i riflettori sull’assassinio di Daphne Caruana Galizia e per questo abbiamo scelto loro come rappresentanti delle principali associazioni che hanno a cuore la libertà di informazione”.

E concludono: “Grazie ad un loro appello, sostenuto dalla Federazione nazionale della Stampa italiana, in tutta Italia si stanno realizzando le panchine dedicate a Daphne e quanto prima vorremmo portarne una da sistemare davanti al palazzo del governo a Malta. Saremo fino alla fine dalla vostra parte fino a quando mandanti, esecutori, protettori non saranno arrestati, chiunque siano, qualunque sia il loro ruolo o il loro colore politico”.