Comunicazione e reputazione: a Roma presentato il nuovo manuale di Gianluca Comin

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Gennaio 2020 12:36 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2020 12:36
Comunicazione e reputazione: a Roma presentato il nuovo manuale di Gianluca Comin

La copertina del manuale di Gianluca Comin (Ansa)

ROMA  –  La comunicazione come leva strategica per la gestione aziendale: quanto conta la reputazione? Come gestire casi di crisi?: sono stati questi i temi al centro del dibattito che si è tenuto la sera di mercoledì 15 gennaio a Roma, al Centro Studi Americani, per presentare il nuovo manuale a cura di Gianluca Comin “Comunicazione integrata e reputation management”, edito da Luiss University Press.

Alla presentazione sono intervenuti anche Gianni De Gennaro, presidente del Centro Studi Americani e di Leonardo, Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Filippo Sensi, parlamentare, già portavoce di due presidenti del Consiglio dei Ministri, e Mario Sechi, direttore dell’Agi. A condurre la discussione Carlotta Ventura, direttore generale del Centro Studi Americani.

“L’importanza della comunicazione in funzione della reputazione”, forse “l’asset più importante per una azienda quotata”, ha sottolineato De Gennaro. “Emerge questo forte legame, una inscindibilità tra comunicazione e reputazione. E’ importante il modo con cui si comunica, lo strumento non basta da solo, serve anche una qualità di come si comunica”.

Palermo ha spiegato la scelta strategica di aver puntato anche sulla comunicazione con il piano industriale che ha varato e che sta portando avanti per la cassa: “C’era da affrontare non solo un tema di sviluppo e di dove andare, di dove spingere questo impegno per il Paese, ma c’è anche un tema di comunicazione, di comunicarlo, con una connessione molto stretta”.

“Quello della reputazione è uno dei temi antichi e nuovi”, ha spiegato Comin: tema antico, “dai cantastorie al chief storyteller office come ha detto De Gennaro, ma oggi con una accelerazione data da nuovi strumenti”, dai nuovi media ai social, “che richiede professionalità esame, molto studio. Questo ha cambiato molto il modo di lavorare di chi fa comunicazione”. (Fonte: Ansa)