Coronavirus Fase 2, la Ue ordina: “App di tracciamento sia su base volontaria”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Aprile 2020 14:57 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2020 14:57
Coronavirus Fase 2, la Ue ordina: "App di tracciamento sia su base volontaria"

Coronavirus Fase 2, la Ue ordina: “App di tracciamento sia su base volontaria” (Foto Ansa)

ROMA – App di tracciamento solo su base “volontaria” e raccolta dati in forma “anonima e aggregata”: sono i due capisaldi che la Commissione Ue ha posto per lo sviluppo di applicazioni per monitorare i contagi di coronavirus nella Fase 2.

Le app, scrive Bruxelles, “possono aiutare a interrompere le catene di contagio in modo più rapido ed efficiente rispetto alle misure generali di contenimento, riducendo il rischio di diffusione massiccia del virus” e, di conseguenza, dovrebbero essere un “elemento importante nella strategie d’uscita” dalla quarantena “integrando altre misure come l’aumento delle capacità di test”.

In queste settimane, molti Paesi Ue stanno sviluppando app con diversi standard tecnici per tenere traccia della diffusione del contagio, capaci anche di avvertire i cittadini di un rischio aumentato a causa del contatto con una persona ritenuta positiva per Covid-19.

“L’adozione diffusa di un’app di riferimento paneuropea, o almeno l’interoperabilità e la condivisione dei risultati tra le app consentirebbe un avvertimento più efficace delle persone interessate e un seguito più efficiente delle politiche di sanità pubblica”, ammonisce Bruxelles.

La Commissione Ue osserva quindi che il tracciamento di prossimità ravvicinata tra i dispositivi mobili “dovrebbe essere volontario, basato sul consenso, nonché nel rispetto delle norme sulla privacy e sulla protezione dei dati nell’Ue”.

Le app, si legge ancora nel documento, dovrebbero essere “sviluppate in collaborazione con le autorità sanitarie nazionali”, essere soggette a “stretti requisiti di trasparenza” ed “essere disattivate non appena la crisi Covid-19 sarà terminata”, procedendo con la “cancellazione” di tutti i dati. Gli utenti dovrebbero dunque essere i soli a “mantenere il controllo dei propri dati”.

Sembra quindi scontato che anche l’Italia si doterà di un’app per il tracciamento in funzione anti-contagio. Il lavoro della task force di 74 esperti, istituita dalla ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, si è chiuso la scorsa settimana. Tra le 319 offerte arrivate, il progetto in pole position sarebbe quello del fisico Luca Foresti, prodotto dalla società Bending Spoons. Ma le decisioni spettano a Palazzo Chigi, cioè al Governo nella sua collegialità, ha ribadito più volte Pisano.

I tempi però stringono e oggi scade anche il termine per la presentazione a Bruxelles delle cosiddette “cassette degli attrezzi” elaborate dagli Stati membri per trovare un coordinamento a livello europeo. L’Ue al centro mette la tutela della privacy, con la tecnologia Bluetooth vista come la più indicata, catturando solamente il momento dell’incontro, l’avvicinamento tra cellulari che potrebbe far risalire alla catena dei contagi.

L’app di certo giocherà un ruolo centrale nella cosiddetta Fase 2, di riapertura del Paese, su cui si sta concentrando la task force guidata da Vittorio Colao. (Fonte: Ansa).