Datagate, che fine hanno fatto le altre 36 slide di Edward Snowden?

Pubblicato il 12 Giugno 2013 14:38 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2013 14:39
Datagate, che fine hanno fatto le altre 36 slide di Edward Snowden?

Una delle slide

NEW YORK – Datagate, mancano 36 slide dello scoop. Erano infatti 41 quelle consegnate dalla “talpa” della Cia Edward Snowden ai quotidiani Guardian e Washington Post. Cinque sono state diffuse. E le altre?

Quelle che sono rimbalzate sul web illustrano come funziona Prism, il programma segreto di spionaggio usato da alcune agenzie federali statunitensi, come la Nsa (National Security Agency).

Ma i due cronisti autori dello scoop, Glenn Greenwald, del britannico Guardian, e Barton Gellman, dell’americano Post,  esitano a pubblicare le altre slide.

Come sottolinea Wired, tutto questo mistero e reticenza attorno alle 36 diapositive PowerPoint ancora ignote al grande pubblico fa pensare che diano informazioni molto più scottanti, come spiegazioni sugli accordi e le tecnologie usate da Prism per entrare nei server dei colossi del web o delle compagnie telefoniche. Una diapositiva, in particolare, spiegherebbe esattamente come funziona la Nsa.

“Se vedeste tutte le slide non le pubblichereste”, ha scritto, quasi scusandosi, Gellman su Twitter.

Ma già le prime diapositive pubblicate hanno scosso l’opinione pubblica americana. E la Nsa è stata citata in tribunale dall’American Civil Liberties Union (Aclu), un’organizzazione non governativa che protegge i diritti civili.

Le nove società internet i cui dati sono stati usati dalla Nsa prendono le distanze e si dicono innocenti. Google ha chiesto al Dipartimento della giustizia americana il permesso per pubblicare tutte le richieste di informazioni sulla sicurezza nazionale ricevute  dal governo, per dimostrare di non aver fornito all’amministrazione Obama ”accesso illimitato e senza restrizioni” ai dati dei propri utenti. Stessa linea seguita da Facebook e Microsoft. 

Un dato può consolarli: secondo un sondaggio del Pew Research Center, la maggior parte degli americani (il 56%) ritiene che il controllo dei tabulati telefonici e dei dati internet da parte della National Security Agency sia ”un modo accettabile con cui il governo indaga sul terrorismo”.