Datagate, guida anti-spie per comunicare in modo anonimo e tutelare la privacy

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2013 12:06 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2013 12:09
Datagate, guida anti-Prism per comunicare in modo anonimo e tutelare la privacy

Datagate, guida anti-spie per comunicare in modo anonimo e tutelare la privacy

ROMA – Lo scandalo Datagate non sembra lasciare molto scampo alle nostre comunicazioni digitali. I programmi di spionaggio estremamente invasivi messi in atto dalla Nsa, l’Agenzia per la sicurezza americana, hanno aperto la strada a scenari orwelliani da Grande Fratello 2.0. E mentre i colossi dell’hi-tech fanno a gara per difendersi dalle accuse di “connivenza” con l’intelligence, fioccano in rete le guide per comunicare in modo più o meno anonimo. 

Massimo Sideri, sul Corriere della Sera, offre alcuni utili consigli anti-Prism per preservare la vostra privacy: primo baluardo da difendere, il proprio account di posta elettronica. Sideri consiglia di fare come l’ex capo della Cia, David Petraeus, che

usava la posta di Google «senza spedire i messaggi» ma condividendo con il suo corrispondente username e password (comunicati anticipatamente de visu ). La tecnica machiavellica consiste nello scrivere un messaggio, lasciandolo sospeso al nostro utente gemello per la lettura, cancellazione ed eventuale risposta. In questo modo il messaggio non lascia mai il server di Gmail e non dovrebbe essere intercettato da Prism J

Ovvio che il sistema funziona solo per conversazioni con una cerchia molto ristretta e fidata di persone. Per essere sicuri poi che non resti traccia delle vostre mail fantasma nei server di Google sarebbe bene utilizzare un protocollo internet crittografato (quando nella barra dell’indirizzo compare la scritta verde https:// in luogo di http://). Utile al riguardo sarebbe anche un software, come Ciphercloud in grado di cifrare i dati prima che arrivino nei server. Basterebbe altrimenti usare,

server di posta italiana come Virgilio o Libero si è almeno schermati rispetto al programma Prism (ma questo non vuole dire che le email non siano intercettabili). C’è chi consiglia di usare un account di posta svizzero che non è soggetto alle leggi italiane.

Per quanto riguarda poi i file multimendiali, foto e filmini che vorreste condividere, esiste un complesso meccanismo di crittografia:

con l’Aes 256 (si tratta dello standard di crittografia adottato dal governo Usa sviluppato da Joan Daemen and Vincent Rijmen) […]Si pensa che sarà effettivamente possibile manomettere la crittografia Aes solo con i quantum computer, per ora messi in commercio da DWave ma ancora di «piccola taglia».

Per la messaggistica istantanea poi è meglio affidarsi agli OTR (Off The Records)

sono software che permettono di usare i sistemi di chat più diffusi senza rendere i contenuti accessibili al programma Prism. Per il sistema operativo Windows si può scaricare Pidgin (pidgin.im), per quello Mac Adium (il software deve essere usato da ambedue le parti). In questo caso Prism può solo monitorare i cosiddetti metadata (cioè può vedere che stiamo chattando tra di noi ma non può leggere il contenuto).

Infine per i servizi Voip, ad esempio le conversazioni su Skype, la faccenda si complica alquanto: si può tentare di utilizzare Voip dal browser ovvero che non necessitano di scaricare un programma sul proprio pc, oppure abilitando i Tor che rischiano però di rallentare in maniera non indifferente la navigazione, rendendo quasi impossibile la comunicazione.

Altrimenti, non resta che affidarsi al vecchio e polveroso fax che di questi tempi sta diventando uno degli strumenti di comunicazione più affidabili. Traccia della vostra trasmissione resterà solo nella memoria locale del vostro dispositivo. Se non siete già sotto sorveglianza è il mezzo più sicuro.