Ddl diffamazione, tempi lunghi per la legge bavaglio alla Camera

di Anna Laura Bussa (Ansa)
Pubblicato il 1 novembre 2014 1:33 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2014 23:43
Ddl diffamazione, tempi lunghi per la legge bavaglio alla Camera

Ddl diffamazione, tempi lunghi per la legge bavaglio alla Camera

(ANSA) – ROMA  – “E’ davvero molto difficile che si possa cominciare ad esaminare il testo entro l’anno. All’ordine del giorno della commissione ci sono prima altri provvedimenti da definire, alcuni dei quali sono delle vere priorità come il testo contro la tortura. Ma poi ci sono anche quelli sui beni confiscati alla mafia, sulla custodia cautelare e sull’identità biologica, solo per citarne alcuni…”.

A confermare il fatto che il ddl sulla diffamazione, appena licenziato dal Senato, non vedrà la luce tanto presto è il presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. Ma non è solo un discorso di calendario a frenare l’ approvazione definitiva del progetto di legge. Nel centrodestra sono molte le perplessità sulle “modifiche introdotte al Senato”, a cominciare dall’emendamento, presentato da Felice Casson (Pd), sulle querele temerarie, poi votato dall’Aula di Palazzo Madama.

Una misura che è stata criticata anche dal presidente della commissione Giustizia del Senato, Francesco Nitto Palma, perché in questo modo spiega, “per come è strutturato il testo ci sarebbe una doppia condanna” nel caso in cui la diffamazione non venisse riconosciuta e poi “è una misura di natura civilistica che c’entra poco in una riforma di carattere penale”.

“La lite temeraria – insiste Giacomo Caliendo (FI) – va bene applicarla nei rapporti commerciali, ma quando si tratta di valutare la dignità e l’onore delle persone, no”. Poi, resta il fatto che non è stata indicata una cifra precisa, lasciando l’eventuale sanzione nell’ indeterminatezza: aspetto che in molti vogliono rivedere. Sempre secondo FI e Ncd, un altro punto che “deve essere necessariamente rivisto” è il diritto all’oblio contenuto nel provvedimento che sarebbe ancora “un pò troppo sfumato”, mentre “dovrebbe avere contorni più precisi”.

A diversi componenti della commissione Giustizia della Camera del centrosinistra, infine, piacerebbe poco anche il modo in cui è stata modificata al Senato la parte riguardante la sospensione dalla professione e il discorso sulla recidiva. Nel frattempo, potrebbe arrivare, ad “ausilio” dei commissari, anche la pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione chiamata nei giorni scorsi a rispondere a due quesiti “pertinenti” con i lavori sulla riforma della diffamazione: “E’ ammissibile il sequestro preventivo, mediante ‘oscuramento’ anche parziale di un sito web?”. E se sì, “l’oscuramento è ammissibile anche se il sito è una testata giornalistica registrata?”. .