Delia Vaccarello è morta: giornalista e scrittrice, ha dato voce al mondo Lgbt

di Daniela Lauria
Pubblicato il 28 Settembre 2019 17:09 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2019 17:09
Delia Vaccarello è morta: giornalista e scrittrice, ha dato voce al mondo Lgbt

Delia Vaccarello è morta: giornalista e scrittrice, ha dato voce al mondo Lgbt

PALERMO  – Si è spenta a soli 58 anni la voce di Delia Vaccarello, giornalista e scrittrice che ha raccontato il mondo Lgbt. E’ morta nella sua casa di Palermo, dopo una lunga malattia. 

Nata nel capoluogo siciliano il 7 ottobre 1960, si era laureata in Filosofia con indirizzo antropologico all’università La Sapienza di Roma e nel 1990 aveva cominciato a collaborare con L’Unità, dove curava la pagina su omofobia e diritti Lgbt “Uno, due, tre… liberi tutti”. Ha svolto seminari nelle scuole di giornalismo di Bologna ed Urbino.

Nel 2008, per il suo articolo “Vivere da gay morire da etero”, ha ricevuto per la seconda volta il Journalist Award. La prima nel 2004 con l’articolo “I militari gay sfidano l’esercito dei pregiudizi”. Il premio è indetto dalla Commissione europea e collegato alla campagna For Diversity Against Discrimination.

Per Mondadori aveva pubblicato un libro (“Evviva la neve”) nel quale ha raccontato il suo viaggio tra le vite e i drammi delle persone transgender. La sua, disse alla presentazione del volume a Palermo, voleva essere una testimonianza umana e di libertà.

Per Mondadori ha scritto anche “L’amore secondo noi. Ragazzi e ragazze alla ricerca dell’identità” (2005), “Quando si ama si deve partire” (2008) e ha curato la collana di antologie “Principesse Azzurre”, racconti d’amore e di vita di donne. A lungo si era dedicata alla formazione dei giornalisti.

“Abbiamo appreso della morte di Delia Vaccarello, giornalista, attivista lesbica con lei abbiamo perso prima di tutto un’amica”, ha detto Fabrizio Marrazzo portavoce Gay Center. “Delia – ha continuato – è stata tra le prime se non la prima giornalista lesbica a dichiararsi ed occuparsi attivamente della nostra comunità con la pagina settimanale un, due, tre liberi tutti, per l’Unità, dove raccontava le difficoltà delle persone lesbiche, gay e trans, oltre ad occuparsi di formazione nelle scuole contro l’omo-transfobia ed essere autrice di diversi libri a tematica. Fu testimonial del Roma Pride del 2010”.

“Anche lei fu vittima di vari episodi di omofobia, sia nella vita professionale sia in quella privata – ha aggiunto Marrazzo – In particolare ricordo quando perse la sua compagna, all’epoca non esistevano le unioni civili, si ritrovò ad essere un’estranea senza diritti e senza avere più nulla della sua compagna se non la sua memoria. La ricorderemo per la sua forza e la sua passione, oggi la nostra comunità perde una sua esponente di rilievo. La nostra presidente Angela Infante, che ha condiviso con lei molti momenti scriverà una lettera in sua memoria nei prossimi giorni”.

Fonte: Ansa