Ebola.com il sito che non c’è e che costa 150 mila dollari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 ottobre 2014 19:48 | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2014 19:51
Lo screenshot della Home di Ebola.com

Lo screenshot della Home di Ebola.com

NEW YORK – Ebola.com. Un sito che ancora non c’è e che per il suo proprietario, pronto a venderlo in un momento in cui ebola è purtroppo nelle prime pagine di tutti i giornali del mondo,  vale 150 mila dollari.

Jon Schultz è un mercante della morte da terzo millennio, uno che ha capito che c’è modo di far soldi su tutto, anche sull’indirizzo internet di una malattia terribile, che fa paura come negli anni Ottanta faceva paura l’Aids. Ebola in questi giorni è un nome nella testa di tutti. Schultz spiega che calamità come quella che sta decimando l’Africa occidentale con i suoi primi casi anche in Europa e negli Usa offrono straordinarie, seppur uniche nel loro genere, opportunità di business.

E’ stato così che negli anni, Schultz ha cominciato ad accumularne di tutti i tipi e di tutti i gradi di mortalità: nel suo “portafoglio” c’e’ “birdflu.com” (l’influenza aviaria) e “H1N1.com”, ma anche la letale Chikungunya portata dalle zanzare, e Marbug, una febbre emorragica simile a Ebola. Ebola.com in questi giorni e’ il “gioiello della corona”. Il mercante dei dot.com ne ha acquistato il dominio nel 2008 per 13.500 dollari e ora chiede a potenziali acquirenti il “ragionevole” prezzo di 150 mila dollari.

“Le nostre statistiche ci dicono che almeno 5.000 persone al giorno provano a digitare ebola.com solo per vedere cosa contiene il sito”, ha spiegato al Washington Post: “Abbiamo ricevuto svariate richieste di venderlo. 150.000 dollari, a mio avviso, è un ragionevole affare”.

Non è da oggi che guerre e disastri alimentano profittatori, e gli speculatori di domini su internet sono l’ultima incarnazione del fenomeno. Schultz ha in cassaforte anche indirizzi come terror.com, PorassiumIodide.com e fukushima.com: “Non è quel che un domain vale oggi: è quel che vale domani. ‘Birdflu.com’ vale più di Ebola e ce lo teniamo stretto perché  si diffonde per via aerea”.

La freddezza con cui Schultz parla di terribili epidemie col potenziale di mettere in ginocchio l’umanità è inquietante, ma l’imprenditore è indifferente alle critiche: “Puoi dire la stessa cosa dei medici. Anche i medici possono arricchirsi curando gente molto malata”. Schultz fa notare che su Ebola.com un link rimanda al sito di Doctors Without Borders: “La gente può donare fondi per la causa”.