Facebook cambia algoritmo: stop titoli urlati e post acchiappa click alla Grillo

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Agosto 2014 23:17 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2014 23:22
Facebook cambia algoritmo: stop titoli urlati post acchiappa click "alla Grillo"

Ecco un esempio di post che saranno penalizzati col nuovo algoritmo di Facebook

ROMA – “Clamoroso!” “Clicca qui per vedere…” E ancora: “Scandalo!”, “Continua a leggere per sapere cosa è successo..”.Basta titoloni strillati e post acchiappa click: ne vedremo sempre meno sulla News Feed di Facebook che ancora una volta ha cambiato il suo algoritmo, dichiarando guerra al cosiddetto click baiting, ovvero a quei “post esca” che quasi mai forniscono informazioni adeguate alla grandiosità del titolo urlato e servono solo a generare traffico sui siti che li divulgano. Sarà invece premiato dall’algoritmo il parametro del tempo di lettura di una notizia, ma anche il coinvolgimento in termini di like e condivisioni.

La tecnica acchiappa click sta dilagando, soprattutto negli Stati Uniti, ed è usata per lo più dai siti di informazione e aziende riconoscibili. Un esempio su tutti In Italia, è il blog di Beppe Grillo e alcune piattaforme del gruppo Casaleggio, come TseTse.it.

Khalid El-Arini e Joyce Tang, rispettivamente ricercatore e ‘product specialist’ di Facebook, spiegano:

“Quando abbiamo chiesto in una indagine ai nostri utenti che tipo di contenuti volevano veder scorrere nel loro flusso di notizie, l’80% ha risposto che preferiva titoli che li aiutavano a decidere se voler continuare e leggere l’articolo prima di cliccarlo. Se gli utenti cliccano su un articolo e vi trascorrono del tempo vuol dire che il contenuto è valido. Se invece cliccano subito per tornare sul social network vuol dire che non hanno trovato quello che cercavano”.

Di qui l’idea di misurare il tempo di lettura. Negli Usa, per altro, la metrica del tempo speso a leggere una notizia piuttosto che la conta dei click è già usata dal sito Upworthy, mentre il Financial Times la sta addirittura applicando alla pubblicità.

L’altra novità introdotta col nuovo algoritmo di Facebook riguarda il modo in cui i link vengono condivisi: verrà dato più spazio a quelli tradizionali, postati col classico bottone implementato da tutti i siti, piuttosto che quelli accompagnati da una foto e da un link breve ( i vari bit.ly, goo.gl, et similia) dove a volte c’è un discrepanza tra i contenuti. Secondo il blog di tecnologia statunitense Mashable, ad essere interessate da questa decisione saranno anche le media company, visto che Facebook è la piattaforma che dopo Google porta più traffico ai siti di informazione.

Per Vincenzo Cosenza, esperto di social network e autore del libro “Social media Roi”:

“L’obiettivo di Facebook è far capire che può essere un luogo di informazione, non solo di svago, come Twitter. Ancora non è chiaro se la piattaforma farà delle distinzioni particolari, rivolte ad esempio alle testate giornalistiche. Per Facebook non c’è un immediato ritorno economico – conclude l’esperto – ma piuttosto una sorta di ecologia dell’ambiente: dalle indagini interne hanno capito che se il social network si degrada con notizie facili e leggere gli utenti scappano. E meno utenti equivale e meno guadagni”.