Facebook, campagna informativa contro le fake news

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2020 17:15 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2020 17:15
Facebook lancia una campagna informativa contro le fake news

Facebook, campagna informativa contro le fake news (Ansa)

Facebook lancia una campagna informativa contro le fake news. Lo fa in collaborazione con alcuni partner per il fact-checking, per far circolare sempre meno disinformazione, soprattutto sul Covid-19.

La campagna di Facebook contro le fake news

La campagna si chiama Le tre domande per aiutare a sradicare le notizie false. Apparirà sulla piattaforma attraverso una serie di annunci pubblicitari e si collegherà ad un sito web dedicato, www.stampoutfalsenews.com.

Questi annunci chiederanno alle persone di mettere in discussione le informazioni che vedono nei post partendo da tre domande sulle notizie:

  • da dove viene? (se non c’è una fonte, cercala);
  • cosa manca? (non fermarti al titolo, leggi tutto l’articolo);
  • come ti fa sentire? (chi costruisce notizie false cerca di manipolare le emozioni).

Il raggio d’azione della campagna

La campagna inizialmente raggiungerà un numero limitato di persone in tutta l’Unione Europea, oltre che nel Regno Unito e in Medio Oriente, Africa e Turchia.

“Verrà analizzata attraverso alcuni sondaggi che chiederanno alle persone cosa hanno imparato. Queste informazioni aiuteranno Facebook a creare altre iniziative di alfabetizzazione mediatica per il futuro”, spiega una nota del social network.

“Questa campagna arriva sulla scia dell’aggiornamento della scorsa settimana sulle notifiche di contesto, che permettono alle persone di sapere se gli articoli che stanno per condividere sono più vecchi di 90 giorni”, spiegano ancora da Facebook.

“Aggiornamenti come questo assicurano che le persone abbiano il contesto di cui hanno bisogno per prendere decisioni informate su cosa condividere con gli altri su Facebook. Durante la pandemia del Covid-19 e anche successivamente, Facebook continuerà a lavorare con gli esperti del settore e con le persone presenti sulle piattaforme per assicurarsi di affrontare efficacemente la disinformazione in questo modo e per dare agli utenti le risorse necessarie per individuare e mettere in discussione i contenuti che vedono online”. (Fonte: Ansa)