Facebook, cerca il tuo nome: potresti avere brutte sorprese

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 aprile 2016 5:00 | Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2016 19:19
Facebook, cerca il tuo nome: potresti avere una brutta sorpresa

Facebook, cerca il tuo nome: potresti avere una brutta sorpresa

SAN FRANCISCO – Facebook, avete mai cercato il vostro nome? Potreste avere brutte sorprese. Lo ha scoperto un utente, a proprie spese. Tanto che d’ora in avanti il social netowrk dovrà informarvi se sul social esiste un vostro account fake, magari creato da qualcuno utilizzando le vostre foto o le vostre informazioni. E dovrà comunicarvi anche tutti i commenti e i post di quel profilo falso. Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali, che per la prima volta si è pronunciato sul colosso di Menlo Park. 

A chiamare in causa il Garante era stato un utente di Facebook che un bel giorno aveva scoperto un account fake creato da una persona conosciuta proprio sul social che utilizzava la sua foto del profilo e postava fotomontaggi di fotografie e video gravemente lesivi dell’onore e del decoro oltre che della sua immagine pubblica e privata.

Il Garante della privacy ha anche stabilito che Facebook dovrà bloccare il falso profilo ai fini di un eventuale intervento della magistratura. Il social network dovrà, inoltre, fornire all’iscritto, “in modo chiaro e comprensibile”, informazioni anche sulle finalità, le modalità e la logica del trattamento dei dati, i soggetti cui sono stati comunicati o che possano venirne a conoscenza.

L’utente da cui è nata questa decisione sostiene di essere stato vittima di minacce, tentativi di estorsione e sostituzione di persona da parte di un altro utente Facebook che, dopo aver ottenuto la sua amicizia, avrebbe intrattenuto una corrispondenza confidenziale, poi sfociata nei tentativi di reato.

Spiega l’agenzia Adnkronos: 

Il ricorrente sosteneva, inoltre, che il ‘nuovo amico’, visto il suo rifiuto di sottostare alle richieste di denaro, avrebbe creato un falso account, utilizzando i suoi dati personali e la fotografia postata sul suo profilo, dal quale avrebbe inviato a tutti i contatti Facebook dell’interessato fotomontaggi di fotografie e video gravemente lesivi dell’onore e del decoro oltre che della sua immagine pubblica e privata. L’interessato, si legge ancora nella Newsletter, chiedeva quindi la cancellazione e il blocco del falso account, nonché la comunicazione dei suoi dati in forma chiara, anche di quelli presenti nel fake.

Il Garante ha accolto le tesi del ricorrente ritenendolo, in base alla normativa italiana, legittimato ad accedere a tutti i dati che lo riguardano compresi quelli presenti e condivisi nel falso account. Ha quindi ordinato a Facebook di comunicare all’interessato tutte le informazioni richieste entro un termine preciso. L’Autorità non ha invece ritenuto opportuno ordinare alla società la cancellazione delle informazioni, poiché esse potrebbero essere valutabili in sede di accertamento di possibili reati. Ha di conseguenza imposto a Menlo Park di non effettuare alcun ulteriore trattamento dei dati del ricorrente e di conservare quelli finora trattati ai fini della eventuale acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria.