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Facebook, sempre più richieste di dati personali da parte dei governi. Usa in testa

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Facebook, sempre più richieste di dati personali da parte dei governi. Usa in testa

ROMA – Facebook rivela: sono in continuo aumento le richieste di dati da parte dei governi sugli oltre due miliardi di utenti del social. Sono aumentate del 21% nel primo semestre 2017, con gli Stati Uniti che fanno la parte da leone anche per quelle istanze ‘segrete’, che impediscono cioè al social network di avvisare gli utenti che un faro è stato acceso su di loro.

La crescita delle richieste da parte dei governi è un trend costante, che interessa anche altre piattaforme tecnologiche come Google, Twitter e Apple. “Continuiamo ad esaminare attentamente ogni richiesta che riceviamo dalle autorità di tutto il mondo per accertarci che siano legalmente ammissibili – scrive Chris Sonderby di Facebook in un post ufficiale -. Se una richiesta ci appare carente o eccessivamente ampia la respingiamo e se necessario la combattiamo in tribunale”.

Secondo il Transparency Report, redatto due volte l’anno, le richieste da parte dei governi nel primo semestre 2017 ammontano a 78.890 contro le 64.279 del periodo precedente (+21%). La maggior parte delle istanze arriva dagli Stati Uniti (32.716). Il 57% di queste sono ‘non-disclosure order‘ ovvero richieste che contengono un ordine di non divulgazione: proibiscono, cioè, al social network di notificare al titolare dell’account che si sta analizzando la sua posizione.

Riguardo l’Italia, il nostro governo ha inoltrato a Facebook 2.264 richieste. Il social network ha risposto al 61% di queste. La piattaforma segnala, inoltre, un sensibile aumento delle richieste di restrizioni riguardanti la violazione di leggi locali, con una crescita del 304%. Questo picco massiccio, spiega il social network, è dovuto principalmente alle forze dell’ordine in Messico che hanno chiesto alla società di limitare la diffusione di un video raffigurante una sparatoria in una scuola a Monterrey.

Nel Transparency Report, Facebook segnala inoltre che ci sono state 52 interruzioni del servizio in nove Paesi nel primo semestre del 2017, rispetto alle 43 interruzioni in 20 Paesi nella seconda metà del 2016. Un dato che preoccupa perché “l’interruzione dell’accesso al social può creare barriere alle persone che vogliono comunicare con amici e familiari”.

Oltre alle richieste di dati, per la prima volta Facebook monitora e rilascia informazioni per quanto riguarda i dati sulle proprietà intellettuali. Il social network mette in evidenza di aver ricevuto ben 224.464 segnalazioni sul copyright, 41.854 rapporti sui marchi e 14.279 rapporti sulla contraffazione.

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