Facebook compra Instagram: 1 mld di dollari prima di entrare in Borsa

Pubblicato il 10 Aprile 2012 8:37 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2012 13:28

NEW YORK – Facebook fa acquisti e non bada a spese: per 1 miliardo di dollari Mark Zuckerberg ha annunciato che entro il 2012 si assicurerà tecnologia e clienti di Instagram, l’applicazione per la condivisone di foto su social network che solo un anno fa valeva appena 25 milioni di dollari. 15 mesi di vita, la creatura di due laureati di Stanford, Mike Krieger e Kevin Systrom, conta 30 milioni di utenti, cifra considerevole ma non tale, ancora, da giustificare, il miliardo con cui è valutata. In questi 15 mesi Instagram ha caricato un miliardo di fotografie: un dollaro a foto, il prezzo il è giusto? Per Zuckerberg sicuramente, interessato senz’altro ai 575 “like” e 81 commenti al secondo. Non per il Wall Street Journal che denuncia i rischi di una nuova bolla tecnologica: può una società con 13 dipendenti compresi i due genietti di Stanford costare un miliardo di dollari in tempi di crisi e per giunta non in esclusiva?

Si tratterebbe della più grande acquisizione internet e, fatto ancor più sorprendente, verrebbe realizzata prima che Facebook entri come un ciclope in Borsa. Di solito avviene il contrario: si cerca la via della capitalizzazione per poter finanziare successive acquisizioni strategiche. Il fatto che Facebook inverta il percorso è significativo e, per certi aspetti, inquietante: le attese di Ipo da 10 miliardi di dollari per il 10% valorizzano Facebook a 100 miliardi, la più ricca quotazione hi-tech nella storia dell’economia americana.

Con Instagram, Facebook si rafforza nelle foto online: Instagram, è una delle più popolari applicazioni sul sistema operativo iOS di Apple. Soprattutto per l’ampia gamma di effetti e filtri ai quali gli utenti possono ricorrere. A differenza delle precedenti acquisizioni effettuate da Facebook, Instagram resterà indipendente e non sarà interamente integrata sul sito del social network. ”Per anni ci siamo dedicati nel cercare di offrire la migliore esperienza possibile nella condivisione di foto con amici e con la famiglia. Ora – afferma l’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg – saremo in grado di lavorare ancora a più stretto contatto con la squadra di Instagram per offrire la migliore esperienza possibile per la condivisione di foto dal cellulare”. ”Riteniamo che il fatto che Instagram sia connessa con altri servizi al di là di Facebook sia importante: manterremo la possibilità di non condividere le foto Instagrams su Facebook e la possibilità di postarle su altri social network”, aggiunge Zuckerberg, precisando che ”milioni di persone apprezzano Instagram e il nostro obiettivo è quello di diffondere ancora di più l’application”.

Facebook aveva mostrato il proprio interesse a Instagram all’inizio del 2011 ma era stata respinta, secondo alcune indiscrezioni. A quei tempi Instagram aveva 5 dipendenti e meno di sette milioni di utenti. L’acquisizione di Facebook arriva nel giorno in cui Aol ha raggiunto un accordo con Microsoft per la vendita di 800 brevetti per 1,1 miliardi di dollari. Un’operazione che conferma la corsa ai brevetti dei colossi tecnologici per rafforzare il proprio portafoglio e ridurre i rischi di azioni legali.

Non c’è solo la preoccupazione per i rischi di una bolla tecnologica: la privacy minacciata resta il problema più grande. Molte app collegate a Facebook richiedono informazioni personali sui suoi utenti: dati sulla religione, sui gusti sessuali, sulle tendenze politiche che una volta rese note, finiscono nel web mettendo a rischio i principi base della privacy.  E’ quanto è emerso da una inchiesta ancora del Wall Street Journal che ha dimostrato come i navigatori di tantissimi altri social network, come Skype, Yahoo e YouTube lascino tracce su se stessi e come queste informazioni possano circolare indisturbate su internet.  Il fenomeno è scoppiato con la diffusione enorme delle app totalmente gratuite, cliccabili direttamente su Facebook.

Queste programmini agili e ormai disponibili ovunque, pieni di dati sui temi più diversi, di fatto contengono ormai una quantità enorme di informazioni, alcune di queste assai sensibili, di chi ha deciso di inserirle nei propri prifili sui sociel network.  L’inchiesta del Wall Street Journal, esaminando 100 tra le più popolari Facebook Apps ha scoperto indirizzi e-mail, luoghi di residenza, preferenze sessuali e altri dettagli personali, non solo degli utenti, di chi fisicamente e soprattutto volontariamente, ha “scaricato” queste app, ma anche dei loro “amici” sul social network, creando praticamente un cortocircuito in cui alla fine tutti sanno tutto di tutti.  Nell’articolo, intitolato “Selling You on Facebook”, si dice anche che è stato testato la app dello stesso Wall Street Journal (Wsj Social) che, si legge, “cerca dati sul tuo profilo personale, la tua email e richiede la capacità di inviare un aggiornamento quando un utente legge un articolo”. Tuttavia, assicura il giornale, “una portavoce del Journal dice che l’azienda richiede solo le informazioni richieste per far funzionare l’app”.