Facebook, polizia: non usate “reazioni”, privacy a rischio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2016 8:24 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2016 8:24
Facebook, polizia: non usate "reazioni", privacy a rischio

Facebook, polizia: non usate “reazioni”, privacy a rischio

ROMA – Dopo anni di richieste, Facebook ha cercato di accontentare i suoi utenti. Dopo la questione sul fatto che il “Mi piace” fosse troppo poco, è stata data la possibilità a tutti quelli che sono iscritti al social di poter esprimere di più. Da qualche tempo, infatti, il social network, oltre classico like, ha introdotto anche altre reazioni: oltre a dire ‘’mi piace’’, gli utenti possono manifestare amore, stupore, tristezza, rabbia, choc. Beh, non vi dovremo certo dire noi cosa sono le reazioni di Facebook, siamo certi che lo sapete già.

Ma la Polizia ne sconsiglia l’uso. Il motivo? Si mette a rischio la privacy. Come si legge sul Mirror, in Belgio, la Polizia sta mettendo in guardia la gente: “Se ci tenete alla vostra privacy, evitate di utilizzare i pulsanti reazione su Facebook”.

La Polizia ha anche emesso un comunicato stampa che ha poi pubblicato sul proprio sito dove si legge:

“Facebook non perde mai l’opportunità di raccogliere informazioni sui propri utenti”.

In pratica, secondo la Polizia belga, i gestori del social network hanno la possibilità di crearsi un quadro più preciso di noi e delle nostre vite. Questo osservando le nostre reazioni (oltre che le nostre foto e tutto ciò che sul social pubblichiamo).

“Facebook – continua il comunicato – è anche un campione per il marketing: limitando il numero di reazioni a 6, Facebook sta contando su di voi affinché esprimiate i vostri pensieri più facilmente così che l’algoritmo sia più efficiente. Con i vostri click, sarà possibile determinare il tipo di contenuti da far comparire sulle vostre bacheche”.

La Polizia belga aggiunge anche che in questo modo Facebook può piazzare annunci pubblicitari mirati in base alla conoscenza di ognuno. Non solo può proporre annunci mirati a noi, ma anche vendere più spazi pubblicitari. Tutto per merito delle nostre reazioni.