Facebook, post rimossi: ecco come il social decide (e come si può fare appello)

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 aprile 2018 16:53 | Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2018 16:53
Facebook, post rimossi: ecco come il social decide (e come si può fare appello)

Facebook, post rimossi: ecco come il social decide (e come si può fare appello)

SAN FRANCISCO – Dopo le polemiche delle ultime settimane seguite allo scandalo Cambridge Analytica, Facebook svela per la prima volta le linee guida interne in base a cui la società decide quali contenuti pubblicati dagli utenti violano gli standard e vanno perciò rimossi.

Dallo spam commerciale all’incitamento all’odio e alla violenza, da nudi e atti sessuali alla violazione della proprietà intellettuale, la compagnia di Mark Zuckerberg ha pubblicato 27 pagine in cui si spiega nel dettaglio cosa è permesso e cosa è vietato postare sul social network.

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Per individuare i contenuti vietati, Facebook usa “una combinazione di intelligenza artificiale e segnalazioni delle persone”, spiega in un post Monika Bickert, vicepresidente per la gestione delle politiche globali. “Queste segnalazioni vengono riviste dal nostro team di Community Operations, che lavora 24 ore su 24 in oltre 40 lingue. Ad oggi abbiamo 7.500 revisori di contenuti, oltre il 40% in più i quelli che avevamo nello stesso periodo l’anno scorso”.

La società di Menlo Park ha anche fatto sapere che gli utenti di Facebook potranno fare appello contro l’eliminazione dei loro post decisa dal social, chiedendo un nuovo giudizio. Al momento l’appello è consentito ai titolari di un profilo, di una pagina o di un gruppo che viene chiuso dal social. Con la novità annunciata oggi, tale strumento viene esteso anche a chi si vede eliminare una singola foto, un video o un testo.

Lo strumento si sostanzia in un pulsante con cui l’utente chiede una nuova revisione, che viene fatta da una persona in carne e ossa nell’arco di 24 ore. Il ricorso sarà disponibile in questi giorni per i post cancellati a causa di nudità/sesso, incitamento all’odio o violenza esplicita. Nei prossimi mesi e nel prossimo anno lo strumento sarà esteso ad altri tipi di violazione.