Facebook, rivoluzione privacy. Il dinosauro azzurro che aiuta a proteggere dati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Maggio 2014 10:02 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2014 10:02
Facebook, rivoluzione privacy. Il dinosauro azzurro che aiuta a proteggere dati

Facebook, rivoluzione privacy. Il dinosauro azzurro che aiuta a proteggere dati

ROMA – Facebook rivoluziona la sua politica di privacy. Lo fa forse controvoglia, se non altro perché da sempre il suo fondatore Marc Zuckerberg ritiene la tutela dei dati personali qualcosa di obsoleto. Ma l’aria che tira è altra e anche Zuckerberg si adegua. Per il miliardo e trecento milioni di iscritti, quindi, arriva una novità, rappresentata da un dinosauro blu. già ribattezzato da tanti lo “Zuckersaurus”. 

Sarà il dinosauro in versione tutorial a guidare gli utenti, soprattutto quelli nuovi, a impostare la privacy. Ma per Facebook è una vera e propria rivoluzione copernicana perché a rovesciarsi è l’impostazione concettuale di fondo di Facebook, quella predefinita. Fino ad ora un utente nuovo aveva un profilo aperto e visibile a tutti che poi poteva scegliere di “restringere”. Oggi invece l’impostazione diventa quella di un profilo chiuso, visibile dai soli amici che uno in seguito può decidere di aprire.

Nel mirino ci sono soprattutto quelle app che in tanti utilizziamo e che accedono ai nostri dati e spesso autorizziamo a pubblicare sui nostri profili. Il dinosauro ci spiegherà passo passo cosa fanno queste app.

Così, sul Corriere della Sera, Marco Gaggi spiega la rivoluzione:

Un cambio di rotta basato sull’introduzione di nuove regole e su una campagna di informazione completa di mascotte: un piccolo dinosauro azzurro. Il cartoon , che guida chi non ha ancora aggiornato il proprio profilo modificando i setting , è stato già soprannominato Zuckasaurus da molti iscritti a una rete che nei suoi dieci anni di vita era sempre andata nella direzione opposta: quella della raccolta a tappeto della maggior quantità possibile di dati degli utenti, cercando di minimizzare, al tempo stesso, le loro preoccupazioni per la riservatezza. Giudicata pubblicamente dallo stesso Zuckerberg un concetto ormai obsoleto, nell’era della rivoluzione digitale.

Aveva torto ed ora è costretto ad ammetterlo: d’ora in poi chi si iscrive al sito non condividerà automaticamente le sue informazioni con tutti, come avvenuto finora. Almeno all’inizio, i nuovi utenti, i più vulnerabili, condivideranno le informazioni soltanto con coloro che hanno qualificato come «amici». Solo successivamente potranno, se lo vorranno, passare a una modalità di default aperta a tutti. Facebook, poi, invierà a ogni iscritto un promemoria per verificare che stia condividendo le sue informazioni solo con chi vuole realmente coinvolgere. Spunterà il dinosauro azzurro col suo messaggio: «Stai dialogando con la gente giusta?». E condurrà l’utente attraverso «privacy setting» e aggiornamenti dello status, spiegando, in modo particolare, il funzionamento di alcune app molto utilizzate.