Napolitano e Monti, “la Repubblica dei corazzieri” secondo il Fatto Quotidano

Pubblicato il 9 luglio 2012 23:52 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2012 23:54
La prima pagina del Fatto Quotidiano

La prima pagina del Fatto Quotidiano

ROMA – “Non disturbate i manovratori”: è il titolo di prima pagina del Fatto Quotidiano di martedì 10 luglio.

Tradotto, i “manovratori” in questione sarebbero il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il capo di Stato, Giorgio Napolitano. I “disturbatori”, per il Fatto, sarebbero il presidente di Confindustria costretto a ritrattare le critiche al governo. E “chi non si adegua” dopo i moniti del Quirinale su chi racconta le telefonate con Mancino.

Giorgio Squinzi viene descritto come “Forrest Gump” in un articolo a firma di Giorgio Meletti, che spiega: “I grandi elettori di Giorgio Squinzi erano convinti di aver scelto un uomo disciplinato. Invece si è rivelato un presidente Forrest Gump, che dice quello che gli passa per la testa, senza preoccuparsi delle conseguenze”.

C’è poi un’intervista a Umberto Bossi, che dice: “La Lega non è di Maroni. Il capo del partito sono ancora io”. E sul governatore della Lombardia, Roberto Formigoni: “Per ora resta lì, ha dimostrato di non essere legato a Roma. Poi si vedrà: se dovrà pagare pagherà, ma noi non lo facciamo cadere. Non ancora”.

L’editoriale di Antonio Padellaro torna sul titolo di apertura. Sotto il titolo “La Repubblica dei corazzieri” Padellaro scrive:

“Così anche il presidente di Confindustria sta assaggiando il nodoso bastone del regime tecnico e dell’informazione unica. Reo di aver espresso qualche perplessità di troppo sui tagli del governo Monti, ieri mattina il povero Giorgio Squinzi si è preso una bella ripassata da Repubblica e Corriere della Sera che, dopo averlo accusato di essere diventato ‘rosso’ come la Camusso della Cgil, lo hanno ammonito a non provarci più. (…) Comprensibile l’immediata ritrattazione di mister Mapei (…). Ormai è tutto un monitare, nella Repubblica dei corazzieri. Alti moniti contro chi osa soltanto pronunciare il nome di Napolitano, eppure così a lungo pronunciato nelle famose telefonate intercorse tra Mancino e il Colle. Monito del segretario Pd contro ‘alcuni giornali’ che si occupano di ciò che dice o manda a dire il Presidente. Monito (via twitter) ai partiti di Cascella, portavoce del Quirinale, affinché concordino una nuova legge elettorale”.

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