Il Fatto: “Villa Adriana nella discarica. I partiti fingono di dimezzarsi i rimborsi”

Pubblicato il 24 Maggio 2012 0:04 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2012 23:03

ROMA – Ampio spazio alla vicenda della discarica che sorgerà nei pressi di Villa Adriana in provincia di Roma, sul Fatto Quotidiano di giovedì 24 maggio. L’apertura, firmata da D’Onghia, Montanari e Pagani titola infatti: “Villa Adriana finisce nella discarica”. Il pezzo inizia spiegando sarcasticamente che “all’idea di affumicare un patrimonio dell’Unesco aveva rinunciato persino Manlio Cerroni. L’uomo di Malagrotta (la discarica di Roma, la più grande d’Europa n,d,r)”.

Anche la colonna di destra è occupata da un editoriale di Antonio Padellaro dal titolo “scempio inaccettabile” che tratta lo stesso argomento. Scrive Padellaro: “Si è mai visto un governo nominato par salvare l’Italia dal fallimento e dall’ignominia che, mentre proclama la strenua difesa del patrimonio nazionale, annuncia la costruzione di una gigantesca discarica di rifiuti a Corcolle, poco distante dalla splendida Villa Adriana (28 chilometri da Roma), patrimonio mondiale dell’Unesco? (…)”.

Il secondo taglio è firmato da Wanda Marra è parla del trucco anti-5 Stelle che sarebbe nascosto nella legge che dimezza i finanziamenti ai partiti: i soldi andrebbero infatti solo a chi ha uno statuto da partito “tradizionale”. Il pezzo titola: “I grandi partiti fingono di dimezzarsi i rimborsi e affamano le liste civiche”.

L’editoriale di Marco Travaglio si titola invece “la legge pro-concussione”. Scrive il giornalista di Servizio Pubblico: “Non ci voleva molto a prevedere dove sarebbe andata a parare la cosiddetta legge anticorruzione se si fosse toccato il reato di concussione (…) Il coinvolgimento di B. e Penati (…) avrebbe dovuto suggerire al governo “tecnico” (ma quando mai) di astenersi da qualsiasi modifica: per non cambiare le regole del gioco a partita iniziata e per non fornire ai partiti un ottimo pretesto per salvare gli amici. Invece appare sempre più chiaro che il via libera del Pdl, fra mille trappole e ostruzionismi, al pacchetto anticorruzione Severino era condizionato allo svuotamento della concussione per induzione. Intanto il Pd, come sempre, campava di rendita, ben nascosto dietro le pretese impunitarie del Pdl, pronto ad approfittarne per il compagno Penati (…).”