FBI, CIA e NSA contro smartphone Huawei: “Spiano gli utenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2018 12:05 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2018 13:05

WASHINGTON – E’ guerra aperta tra gli Usa e i telefoni Huawei e ZTE. Durante un’udienza al Senato sei pezzi grossi dell’intelligence americana hanno apertamente consigliato di boicottare i dispositivi delle due aziende cinesi: “sono un rischio per la sicurezza nazionale”.

Un duro colpo per il gruppo cinese, malvisto dagli organi dell’intelligence Usa. Utilizzarne i dispositivi non sarebbe sicuro per i cittadini e per questo smartphone, tablet e accessori della cinese Huawei sono sempre più al centro delle preoccupazioni delle maggiori agenzie di intelligence degli Stati Uniti. Non è la prima volta che il governo degli Stati Uniti mostra preoccupazione per i prodotti commercializzati dal gruppo, per via di presunti legami di quest’ultimo con il governo cinese, e perché potrebbero addirittura essere progettati per permettere accessi non autorizzati e furti di dati da parte di terzi.

Vi avevamo raccontato a inizio gennaio di come l’operatore AT&T si era chiamato fuori all’ultimo secondo da un accordo per la distribuzione sul suolo Usa del phablet di punta del gruppo: il Mate 10 Pro.

Questa volta però, come riporta Wired: “a dare voce alle proprie preoccupazioni sono intervenute contemporaneamente l’Fbi, la Cia, l’Nsa e altre tre agenzie di intelligence, che hanno esplicitamente raccomandato a istituzioni e cittadini di non utilizzare i gadget prodotti dalla società.

Il monito ha preso forma nell’ambito di una udienza svoltasi presso la commissione Intelligence del Senato degli Stati Uniti, durante la quale sono stati chiamati a testimoniare rappresentanti delle sei agenzie statunitensi”.

“Siamo profondamente preoccupati circa il rischio che qualsiasi compagnia o entità legata a governi stranieri che non condividono i nostri valori possa guadagnare posizioni di potere all’interno della nostra rete di telecomunicazioni”, ha detto il direttore dell’Fbi , Chris Wray. “Tale posizione permette di esercitare pressione o controllo sulla nostra infrastruttura e offre la possibilità di condurre campagne di spionaggio non rilevabili”.

Dello stesso parere tutti i colleghi di altre organizzazioni, uniti su un unico fronte: la diffusione sul mercato americano di marchi e prodotti troppo vicini al governo comunista di Pechino è un rischio che sarebbe preferibile non correre.

In seguito alla vicenda Huawei ha diffuso una nota che riportiamo:

“Huawei è al corrente dell’esistenza di una serie di attività governative statunitensi apparentemente mirate a interferire con i suoi affari nel mercato Usa. L’azienda tuttavia gode della fiducia di governi e clienti in 170 paesi in tutto il mondo e non costituisce una minaccia per la cybersecurity più elevata rispetto a qualunque altro produttore del settore ict, dal momento che condivide con essi catene di approvvigionamento globali e capacità produttive”.

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