Fnsi: “Non consentiremo a Di Maio di strumentalizzare i giornalisti precari”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 novembre 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2018 22:45
Luigi Di Maio

Fnsi contro Luigi Di Maio (Ansa)

ROMA – L’Fnsi chiede a Luigi Di Maio che non vengano strumentalizzati i giornalisti precari.

Questo il comunicato di Mattia Motta, vicesegretario della Fnsi e presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo: “Non consentiremo al Movimento 5 Stelle di strumentalizzare i giornalisti precari per fare propaganda. Rispondere all’invito del ministro Di Maio (l’incontro era previsto per martedì 27 novembre e non c’è stato ndr) sarebbe un atto di sottomissione a chi insulta i cronisti, si augura la distruzione di aziende e posti di lavoro e non muove un dito contro lo sfruttamento dei giornalisti precari. È questa la vera vergogna: se ne faccia una ragione il sottosegretario Di Stefano”.

Prosegue Motta: “Da giornalista precario, insieme con altri colleghi, sarò davanti al ministero dello Sviluppo economico il prossimo 10 dicembre per smascherare il bluff di Di Maio. Se vuole un confronto serio e costruttivo, cominci a sostenere gli emendamenti alla legge di Bilancio per contrastare il lavoro precario, a rinunciare all’azzeramento del fondo per l’editoria e a chiedere scusa pubblicamente per gli insulti. Se il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato costretto in meno di due mesi a intervenire per ben sette volte in difesa della libertà di stampa, evidentemente, qualche problema c’è”.

Oltre alla Federazione nazionale della Stampa italiana, a non aver voluto incontrare, martedì 27 novembre, Luigi Di Maio, è stato anche l’Ordine dei giornalisti.

Oltre a Motta, anche il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, hanno ribadito al ministro che non sussistono le condizioni per un confronto serio e costruttivo. Pertanto, sindacato e Ordine dei giornalisti hanno fatto sapere che risponderanno no anche alla nuova convocazione del ministro, che è stata fissata per il 10 dicembre prossimo.