Fnsi, Siddi: “Per risanare i giornali non basta tagliare, sacrifici siano equi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 21:15 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 21:16
Fnsi, Siddi: "Per risanare i giornali non basta tagliare, sacrifici siano equi"

Franco Siddi (Foto LaPresse)

ROMA – “I giornali non si risanano solo con i tagli dell’occupazione professionale. I sacrifici necessari per salvare il sistema devono essere bilanciati e sostenibili da tutte le parti in causa”. Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, chiede che le imprese siano eque nel ripartire i costi della crisi.

Siddi ha dichiarato: “Alle imprese – soprattutto quelle più importanti – è chiesta moderazione e un’attenzione ancora più alta ai valori della cultura editoriale, almeno allo stesso livello di quella che si dedica ai conti. Vale in primo luogo per i grandi quotidiani – Corriere della Sera e Repubblica – agitati da piani di riorganizzazione che suscitano molte riserve e presentano incoerenze evidenti”.

“La Fnsi – continua Siddi in una nota – è vicina ai colleghi in stato di agitazione e segue solidalmente le vertenze aperte. Le partite finanziarie delle imprese vanno esaminate in tutti i loro aspetti di attualità e valenza prospettica, sia in ordine ai patrimoni immobiliari e finanziari, sia in relazione ai valori morali e materiali espressi dalle testate e qualificati dall’informazione giornalistica. Tutto ciò che ha un nesso economico e di garanzia con l’attività editoriale va preso in seria considerazione, si tratti di un edificio storico o di vecchie e nuove dotazioni finanziarie che possono essere almeno in parte posti a tutela della prosecuzione ordinata dell’attività industriale editoriale per le contingenze difficili e per il loro rilancio”.

Il sindacato dei giornalisti “fa la sua parte responsabile nella gestione di una crisi senza precedenti ma non può non richiamare con forza i principi dell’equità, del ragionevole rischio di impresa, avendo riguardo per la circostanza che i giornalisti non possono più pagare oltre misura. I giornalisti sono motore centrale e insostituibile della ‘produzione’ delle aziende editoriali e, quindi, anche di una quadratura dei conti utile per tutti. Ed è tempo di aprire, in presenza di partecipazione dei lavoratori, ai progetti di risanamento – conclude Siddi – nuovi processi di democrazia economica-editoriale”.