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Gabanelli, Fazio martiri improbabili, eroi immaginari

Gabanelli, Fazio martiri improbabili, eroi immaginari

Gabanelli, Fazio martiri improbabili, eroi immaginari

ROMA – Gabanelli, Fazio martiri improbabili. Ed eroi immaginari della televisione italiana. Professionisti, abili. Professionisti, rispettabili. Professionisti, di successo. Ma per nulla martiri e di nulla eroi.

Un processo di beatificazione di Milena Gabanelli è in corso in questi giorni, niente meno che centomila firme raccolte. Soprattutto tra quella che una volta si chiamava ceto dirigente e che da tempo è solo ceto che si accoda. Centomila firme perché la Rai assegni alla Gabanelli una direzione. Un posto da direttore unico, una direzione piena. Non si è mai vista una raccolta di firme a sostegno di una carriera. Non hanno goduto di questo status e riconoscimento i Montanelli, gli Scalfari, nessuno…Certo opinione pubblica a sostegno di testate, giornali, giornalisti perfino. Ma una mobilitazione a sostegno di una nomina e poltrona non si era mai vista.

Mobilitazione e beatificazione della Gabanelli che poggia su un articolo di fede…falso. Si leva il grido indignato: la Rai ci ridia la Gabanelli! Ma la Rai non ha mai cacciato la Gabanelli. Mai, da nessun luogo. Tanto meno da Report. La Gabanelli lavora per la Rai da molti anni. E da ultimo le è stata proposta una condirezione con responsabilità su comunicazione web della Rai. Non proprio la direzione del Tg1 ma neanche mobbing, tanto meno epurazione. La proposta non è piaciuta alla Gabanelli. Legittimo. Ma clamoroso è stato il rifiuto: non firmo una roba così, proposta offensiva, mi sospendo dalla Rai e dallo stipendio.

Reazione che ognuno può giudicare se proporzionata o no alla proposta ricevuta. Proposta che, se accettata, non faceva certo della Gabanelli una martire dell’informazione. Però a mettersi questa veste non c’è dubbio che convenga. L’ultima martire dell’informazione in Rai, l’ultima epurata e cacciata la troviamo tutti praticamente ogni giorno in pre serale o in serale che conduce fior di trasmissioni. Bianca Berlinguer per cui fu mobilitazione indignata perché veniva epurata e martirizzata gestisce da protagonista una bella fetta del palinsesto Rai3. Se questo è martirio, sono molti a sognarlo e cercarlo. Forse Milena Gabanelli sta seguendo lo stesso percorso. Peccato se fosse così. Non ne aveva bisogno, la sua professionalità ha caratura e spessori maggiori di quelli che traspaiono a Cartabianca.

Fabio Fazio di fare il martire davvero e fino in fondo non ha l’indole e neanche la teatrale drammaticità del volto e del tratto che pur la Gabanelli possiede. Fazio è l’uomo del sorriso per tutti e per tutto. Un bravo intrattenitore, un cortese intrattenitore, un elegante intrattenitore e, ai parametri dei tempi correnti, neanche un forbito affabulatore. Fazio ha fatto un po’ il martire perché lo hanno tirato dentro per i capelli nella parte. Si discuteva dei suoi compensi, parevano ai più elevati e crescenti e allora Fazio la palla l’ha buttata in corner, sul martirio prossimo ventura della Rai dei politici che non lo voleva più.

Mai esistito nulla di questo. Esisteva solo il problema di un compenso elevato e crescente. Oggi lo stesso Fazio lo quantifica in 8.960.000 euro in quattro anni, due milioni duecentoquarantamila l’anno. Ognun giudichi se elevato. Cresciuto di sicuro. Fazio ci tiene proprio tanto a dire che lui questi soldi che la Rai gli dà alla Rai li fa guadagnare tramite traino pubblicitario dei suoi format. Conti alla mano, ineccepibile. Ma proprio sicuri che il marchio Rai non  valga nulla, che Rai non abbia negli anni valorizzato brand Fazio e non solo viceversa? Comunque affari suoi, affari loro. Ma martirio ed epurazione proprio no, neanche in sogno.

Martiri improbabili perché gli epurati e i fatti fuori sono quelli che non si vedono più sul video o sui giornali. Non quelli che tengono banco o trattano direzioni. Allora eroi? Eroi della lotta al potere? Eroi dell’informazione sprezzante del pericolo repressione? La Rai di certo non ha mai represso tanto meno punito la Gabanelli che Report ha mandato in onda per anni alla Rai e non in una rete che trasmetteva d’oltre confine. Bravura, professionalità, successo, carriera. Ma eroe di cosa?

Analogamente Fazio: bravura, successo, abilità, carriera. Ma eroe di che? E, a margine, quando è successo che il “piacionismo” di cui Fazio è simpaticamente campione e cattedra è diventato stimmate democratica e di sinistra?

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