Germania contro Google: “Svelate l’algoritmo. E’ quasi monopolio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2014 15:20 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2014 15:20
Germania contro Google: "Svelate l'algoritmo. E' quasi monopolio"

Germania contro Google: “Svelate l’algoritmo. E’ quasi monopolio”

BERLINO – Google sveli il suo algoritmo. A chiederlo con insistenza è il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas (Spd) che, in un’intervista al Financial Times afferma che il motore di ricerca più forte in Europa ha assunto ormai una posizione di monopolio. La richiesta di trasparenza giunge una settimana dopo il no dell’Antitrust Ue alla proposta di compromesso da parte di Google.

Durante l’estate sono infatti atterrate sul tavolo della Commissione Ue numerose osservazioni non proprio favorevoli per il colosso di Mountain View. Cifre e studi che sollevano “preoccupazioni giustificate” sulle soluzioni proposte da Google per eliminare le distorsioni dovute alla sua posizione dominante sul mercato delle ricerche online. Se il motore di ricerca non provvederà a trovare nuove soluzioni, il rischio è una multa fino al 10% del fatturato annuo.

Ma ora la Germania ha alzato la posta: sarebbe come chiedere a uno chef di svelare l’ingrediente segreto della ricetta per la salsa perfetta. L’azienda americana è stata categorica: una simile “apertura” non soltanto regalerebbe illegittimamente i propri segreti aziendali ai concorrenti, ma esporrebbe altresì i naviganti in rete a ogni tipo di spam.

Da svariato tempo la Germania è rotta di collisione contro Google, in primis perché favorirebbe la violazione del diritto d’autore offrendo la possibilità di scaricare contenuti informativi e culturali, sia cartacei che online, cioè contenuti prodotti a spese dei media europei. E non hanno certo contribuito a favore del motore di ricerca i vari scandali datagate e Nsa che hanno convinto Berlino della necessità di un maggiore controllo, a livello europeo sul traffico dati oltreoceano.

“Vogliamo introdurre – ha detto Maas –  al più presto uno standard unico di protezione dei dati nell’Unione europea, questa per noi è top priority.Quando aziende offrono i loro servizi e prodotti a cittadini della Ue è giusto che le stesse aziende aderiscano alle leggi europee, incluse quelle sulla protezione dei dati personali, a prescindere di dove sia la loro sede centrale. Per noi è prioritario salvaguardare la privacy dei nostri cittadini: le proposte nostre e della Ue sono che solo col consenso dell’Authority europea di protezione dei dati personali i dati personali stessi degli utenti possono essere trasferite all’esterno dell’Unione europea”.

In alternativa, la Germania chiederà alla Ue misure eccezionali e coercitive, anche a costo di procedere unilateralmente.