Giancarlo Minicucci è morto: addio all’ex direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2019 13:08 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2019 13:08
Giancarlo Minicucci è morto: addio all'ex direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia

Giancarlo Minicucci è morto: addio all’ex direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia (foto Facebook)

LECCE – Lutto nel mondo del giornalismo: è morto a 66 anni Giancarlo Minicucci. L’ex direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia ed ex vicedirettore del Messaggero era stato ricoverato per un malore all’ospedale di Tricase (Lecce), dove era stato operato d’urgenza. 

Nato ad Asmara, il giornalista aveva scelto anni fa di vivere in Salento, a Roca, dove vivono la moglie e i tre figli. Aveva iniziato a lavorare nel gruppo Caltagirone, al Messaggero di Roma, dove aveva fatto l’inviato, il capocronista, il capo di Interni e Cronaca giudiziaria.

Era poi diventato caporedattore centrale e responsabile della redazione di Pescara. Nel 1999 aveva assunto la direzione del Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto, subentrando a Giulio Mastroianni e contribuendo ad un importante rilancio della testata. 

Nel 2009 aveva lasciato la direzione del giornale per tornare al Messaggero come vicedirettore, ruolo che ha ricoperto fino alla pensione. 

Carlo Salvemini, ex sindaco di Lecce, in un post su Facebook lo ricorda così: “Ci ha lasciato una bella persona, una bravo giornalista, un salentino acquisito che decise – lui nato ad Asmara e romanista doc – di vivere la pensione tra Roca e Lecce. Giancarlo Minicucci è stato per chi lo ha conosciuto anzitutto tutto questo. Poi un non dimenticato direttore del Nuovo Quotidiano: per rigore deontologico, passione per la notizia, attenzione per i lettori, legame con il territorio. Era un apparente scorbutico: di lui mi resta infatti il privilegio di una conoscenza nutrita sensibilità e umanità. Lo piangeranno quanti lo hanno conosciuto amato rispettato. Penso più di tutti quanti lavorarono al suo fianco. Sopratutto i più giovani per i quali si è sempre battuto per dare loro diritti e tutele riconosciuti a quelli della sua generazione e poi non più. Ti sia lieve la terra Giancarlo”.