Giornale di Sicilia. Cdr sciopera, editori ironici: “Grazie, così risparmiamo”

Pubblicato il 9 Giugno 2013 9:19 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2013 9:19
Giornale di Sicilia. Cdr sciopera, editori ironici: "Grazie, così risparmiamo"

Giornale di Sicilia. Cdr sciopera, editori ironici: “Grazie, così risparmiamo”

PALERMO – Giornalisti e dirigenti del Giornale di Sicilia hanno indetto un sciopero, ma l’astensione del lavoro ai loro editori non è andata giù. Uno “sciopero insensato”, secondo gli editori, quello proclamato da Comitato di redazione, il cui unico effetto, a parte colpire i lettori, è quello di far risparmiare gli stessi editori. Così almeno rispondono gli editori in una nota: “Ringraziamo Cdr, redattori e dirigenti per questo atto di forza che consente a noi un giorno di risparmio nel disavanzo di bilancio permanente che subiamo”.

Gli editori del Giornale di Sicilia scrivono in una nota: “Questo sciopero proclamato dal comitato di redazione, che vede astenersi dal lavoro giornalisti e dirigenti, è talmente insensato da indurre gli editori a una ironia amara: ringraziamo Cdr, redattori e dirigenti per questo atto di forza che consente a noi un giorno di risparmio nel disavanzo di bilancio permanente che subiamo (l’ultimo si è chiuso con un passivo che supera i quattro milioni, l’attuale si chiuderà con una perdita che sfiorerà i cinque, e siamo in rosso, di anno in anno, dal 2007)”:

La nota prosegue ed è indirizzata ai lettori: “Non possiamo però non dispiacerci per i lettori che, sia pure in misura minore del passato (potendo ormai avere on-line gratis quello che noi possiamo offrire a pagamento), vogliono ancora informarsi attraverso il nostro quotidiano. A loro diciamo che questa astensione dal lavoro è preoccupante perché esprime un atto di ostilità del tutto immotivato”.

Poi gli editori spiegano le proprie ragioni: “Avremmo dovuto sostituire con una assunzione un cronista che si sarebbe assentato per soli dieci giorni, quando poteva essere benissimo sostituito, senza aggravio di lavoro per nessuno, come i dirigenti consultati dalla direzione hanno riconosciuto, da cronisti in organico e collaboratori esterni. Peraltro si contesta con lo sciopero una procedura sostitutiva largamente applicata in questi anni che né questo Cdr né i precedenti avevano contestato”.

E non è risparmiata nemmeno l’ultima stoccata ai giornalisti “ostili” e “massimalisti”: “Vediamo così aumentare, insieme alla crisi, il massimalismo dei giornalisti, il che, lo diciamo con chiarezza, rende sempre più difficile la sopravvivenza dell’azienda. Di questa ostilità prendiamo atto. E saremo conseguenti. I rapporti con il comitato di redazione saranno ridotti alla misura minima che il contratto prevede. Ma rassicuriamo i lettori: faremo di tutto per difendere il bilancio dell’azienda, avendo come unico obiettivo la produzione di un giornale libero e di qualità, attuando con fermezza i risparmi possibili, operando su tutti i fronti dell’azienda, compreso l’organico dei giornalisti. Del resto questo facciamo da anni, riducendo, attraverso pensionamenti e prepensionamenti, di 14 giornalisti la redazione, di 35 persone l’organico aziendale. Non si possono invertire risorse che non ci sono. Certi oltranzismi, come quello espresso oggi dai giornalisti, rendono tutto più difficile”.