Giornalisti, enti di categoria ricevuti dal presidente Mattarella

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2018 6:03 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2018 20:53
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto Ansa)

ROMA – I vertici di Federazione nazionale della Stampa italiana, Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Inpgi, Casagit e Fondo pensione complementare esprimono apprezzamento per le parole che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha pronunciato [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] nel corso della cerimonia del Ventaglio, svoltasi al Quirinale.

I riferimenti all’articolo 21 della Costituzione, pietra angolare dell’ordinamento democratico, alla necessità di difendere la libertà di stampa e i cronisti rappresentano un richiamo autorevole per tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia delle istituzioni.

Al termine della cerimonia, il presidente Mattarella ha ricevuto il coordinamento degli enti della categoria. Presenti all’incontro il coordinatore Giovanni Negri, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, i presidente di Cnog, Inpgi, Casagit e Fondo pensione complementare, Carlo Verna, Marina Macelloni, Daniele Cerrato ed Enrico Castelli.

I rappresentanti dei giornalisti hanno espresso preoccupazione per gli attacchi al ruolo dell’informazione e al segreto professionale e per la perdurante crisi del settore, auspicando una riforma delle leggi di sistema. Al presidente della Repubblica è stata anche sottoposta la richiesta, in piena sintonia con l’Usigrai, di tutelare il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo, in queste ore al centro di operazione che, per effetto della legge approvata dal precedente Parlamento, preludono ad una spartizione di incarichi e poltrone.

È stato inoltre chiesto al presidente di valutare la possibilità di organizzare un incontro con i cronisti ripetutamente minacciati da mafie e malaffare, che spesso rappresentano la parte più esposta della professione perché si tratta di giornalisti precari costretti a lavorare senza alcuna forma di garanzia, senza il riconoscimento di alcun diritto e con retribuzioni inadeguate.

A margine dell’incontro, la delegazione ha consegnato ai consiglieri del presidente la lettera-appello sottoscritta da numerosi giornalisti e associazioni per chiedere che sia riconosciuta la cittadinanza italiana ai due baristi rumeni che si sono opposti con coraggio alle minacce e alle aggressioni di alcuni esponenti del clan Casamonica.