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Giornata contro la violenza sulle donne, il Manifesto di Venezia per i media

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Giornata contro la violenza sulle donne, il Manifesto di Venezia per i media

ROMA – Verrà presentato sabato 25 novembre alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice il Manifesto di Venezia contro la violenza sulle donne. Promosso ed elaborato dagli organismi di parità di Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana) e Usigrai (sindacato dei giornalisti Rai) con il Sindacato Giornalisti Veneto e l’associazione GiULiA Giornaliste, il Manifesto raccoglie una serie di raccomandazioni su come raccontare il dramma della violenza sulle donne. Non una carta deontologica, ma un impegno in prima persona nel promuovere un linguaggio rispettoso della persona e della parità di genere. Un atto condiviso, come sottolinea Alessandra Mancuso, presidente Cpo-Fnsi.

“Oltre 800 colleghi, aderendo con la propria firma, si sono già detti disponibili ad accettare, a valutare, le
indicazioni suggerite nel testo che è, e rimane, punto di partenza di una riflessione in continua evoluzione. Ringraziamo le tante e i tanti che hanno accettato di sottoscriverlo: dai colleghi ingiustamente senza lavoro, ai cronisti di fama, alle direttrici e ai direttori di testate nazionali e locali, dai quotidiani alle televisioni ai siti”, scrive in una nota Mancuso, che ricorda le parole dette proprio in questi giorni dal capo dello Stato: “Non potrà mai essere consentito accettare che un’aggressione alla propria compagna possa essere definito ‘delitto passionale’. Un atto brutale non può nascondersi dietro un alibi di tipo sentimentale”.

“Ringraziamo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prosegue Mancuso, per avere voluto sottolineare il “ruolo centrale del linguaggio e la responsabilità particolare dei mass media”. Parole nette che ci incoraggiano a proseguire la strada intrapresa con il Manifesto per il rispetto e la parità di genere nell’informazione, che sarà presentato domani 25 novembre a Venezia, nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, a partire dalle 10.30″.

“Abbiamo in comune l’idea che sia sempre più necessaria un’informazione consapevole del fenomeno della violenza di genere, e attenta a descrivere la realtà nel suo complesso, al di fuori di stereotipi e pregiudizi. Un cambiamento culturale da chiedere a tutti: non può essere più consentito nascondersi dietro il ‘diritto di cronaca: per violare norme deontologiche molto chiare sul rispetto dovuto alle persone, alle donne e soprattutto a chi ha subito violenza e non può riceverne altra dai media. Lavoreremo con ancora maggiore impegno, d’intesa con l’Ordine dei Giornalisti, raccogliendo e facendo nostro il richiamo del Capo dello Stato”.

 

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