Gustavo Selva morto a 88 anni, ex direttore di Gr2 e deputato An

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2015 16:31 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2015 16:31
Gustavo Selva morto a 88 anni, ex direttore di Gr2 e deputato An

Gustavo Selva morto a 88 anni, ex direttore di Gr2 e deputato An

ROMA – E’ morto a 88 anni il giornalista e politico Gustavo Selva, Ne danno notizia i figli. Selva è morto a seguito di una malattia nella casa di Terni, dove viveva da alcuni anni con la seconda moglie. Lascia tre figli (uno era morto nel 2008) e quattro nipoti.

Selva ha iniziato la sua carriera nel 1946 nel giornale bolognese “L’Avvenire d’Italia”. Dopo 10 anni la collaborazione con l’agenzia Agi, fino al 1960 anno di ingresso in Rai.  Là Selva viene nominato corrispondente da Bruxelles, da Vienna e da Bonn (all’epoca capitale della Germania Ovest). Dal 1972 al 1975, rientrato a Roma, è caporedattore del Telegiornale RAI unificato, e conduttore dell’edizione delle 13,30. Dal 1975 al 1981 è direttore del giornale radio Radio2. Dal 1981 è presidente della “RAI Corporation” di New York e poi, dal 1983 al 1984, direttore del quotidiano veneziano «Il Gazzettino».

Parallelamente all’attività giornalistica Selva fu sempre impegnato in politica con la Democrazia Cristiana prima e con Alleanza Nazionale dopo la discesa in campo di Silvio Berlusconi.

Selva fu anche protagonista del cosiddetto scandalo dell’ambulanza taxi. Era il 2008 e Selva fu accusato, e quindi condannato a 6 mesi, di aver usato un’ambulanza come taxi per arrivare puntuale in una trasmissione tv di La7.

Così Wikipedia ricorda quell’episodio:

Secondo la ricostruzione fatta inizialmente da La7 – poi ripresa da tutti gli altri media – il 9 giugno del 2007 Selva, invitato ad un dibattito televisivo, per evitare di arrivare in ritardo negli studi di La7 a causa del traffico, finge di avere un malore e si fa trasportare da un’ambulanza del 118 all’indirizzo che, mentendo, dice essere quello del suo medico di fiducia[2], ma che in realtà è quello della rete televisiva[3].

Secondo quanto affermato dal personale infermieristico dell’ambulanza e da quanto ammesso dallo stesso senatore, giunti nei pressi della destinazione richiesta, Selva, liberatosi dalle apparecchiature di monitoraggio e cura, esce frettolosamente dall’ambulanza inseguito dal personale medico ed entra negli studi televisivi ordinando agli addetti della portineria di non far entrare gli infermieri, dato che il suo cardiologo lo avrebbe raggiunto di lì a poco[4]. Gli infermieri riferiscono inoltre di essere stati offesi e minacciati, anche di licenziamento, nel caso avessero insistito ad occuparsi della faccenda.
Lo stesso Selva, nel corso di un’intervista a Giancarlo Perna per Il Giornale (31 marzo 2008), ha dato una versione leggermente differente, perlomeno dell’antefatto di quell’episodio. Ha affermato che il malore fu reale e che prese una delle pillole per le coronarie che porta sempre con sé. Salì sull’ambulanza (sì del 118, ma riservata a Palazzo Chigi). All’interno dell’ambulanza attese il medico, che – a detta di Selva – impiegò diciassette minuti per arrivare. In quel tempo, la pillola aveva preso a fare effetto e il senatore iniziava a sentirsi meglio, così decise di inventarsi la storia del falso indirizzo del suo cardiologo, facendosi invece trasportare negli studi de La7.
A quel punto Perna gli domanda: «Col senno di poi, come ti giudichi?», e Selva risponde: «Un coglione. L’ora del coglione arriva per tutti almeno una volta nella vita»[5].