Harold Evans, addio all’icona del giornalismo anglosassone. E arci-nemico di Rupert Murdoch

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2020 9:42 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2020 9:42
Harold Evans è morto a 92 anni

Harold Evans, il grande giornalista è morto a 92 anni (frame Youtube)

E’ scomparso uno dei grandi maestri del giornalismo anglosassone e l’arci-nemico di Rupert Murdoch quando il tycoon australiano dei media acquistò il Times nei primi anni Ottanta.

Harold Evans è morto a New York a 92 anni. Ha fatto scuola per tutta la stampa britannica. “Ci ha insegnato cosa può ottenere il giornalismo al suo meglio”, ha detto l’ex direttore del Guardian, Alan Rusbridger.

Tra i suoi grandi scoop, l’inchiesta che mise a nudo negli anni Cinquanta i tragici effetti del Talidomide. Evans è morto per collasso cardiaco, ha reso noto la moglie Tina Brown, a sua volta un’icona nel mondo del giornalismo.

Per seguire la quale, quando Vanity Fair l’aveva chiamata alla direzione, lui si era trasferito nella Grande Mela.

Harold Evans, 70 anni di carriera

Una carriera di 70 anni, durante la quale Sir Harold si era reinventato più volte. Direttore per 14 anni del “Sunday Times” e poi per un anno al “Times” dopo l’acquisto della testata da parte di Murdoch.

A New York aveva fondato la rivista Traveller di Condé Nast, poi era diventato presidente di Random House rilanciando la casa editrice con l’ingresso di autori come Norman Mailer, William Styron e E.L. Doctorow.

Le colazioni letterarie a Sutton Place a New York

Anche grazie alle “colazioni letterarie” e ai party offerti con la Brown nel giardino della casa a Sutton Place. “Editor at large” della Reuters al momento della morte, nel 2004 era stato fatto baronetto dalla Regina Elisabetta pur avendo lasciato la Gran Bretagna due decenni prima ed essendo diventato cittadino americano.

L’anno prima, in un sondaggio della Press Gazette e della British Journalism Review, era stato incoronato il più grande direttore di giornali di tutti i tempi.

Evans è stato un “crociato” nel mondo dei media, gli ha reso omaggio oggi il New York Times. Fin dall’inizio.

Direttore negli anni ’60 del Northern Echo, un piccolo giornale per la “working class” nel nord est dell’Inghilterra, le sue campagne portarono a un programma nazionale per lo screening del cancro alla cervice.

E al perdono postumo a Timothy Evans, ingiustamente impiccato per omicidio nel 1950, un evento che aprì la strada all’abolizione della pena di morte nel Regno Unito.

Al Sunday Times l’inchiesta sui danni del Talidomide

Al “Sunday Times” aveva ottenuto risarcimenti alle vittime del Talidomide. Il farmaco, prescritto alle donne incinte per curare la nausea durante la gravidanza, provocò gravi malformazioni e danni alla salute dei neonati.

Nel 1981, dopo che Murdoch aveva aggiunto “Times” e “Sunday Times” al suo impero di giornali tabloid promettendo di mantenere l’indipendenza e poi rinnegando l’impegno, aveva gettato la spugna e rinunciato al mandato.

Anni dopo Sir Harold definì la decisione di “non far campagna contro Murdoch” la peggiore della sua carriera: “Mi rifiutai di fare del giornale un organo ufficiale del Thatcherismo. Quello che poi è diventato”. (fonte Ansa)