Huawei, misterioso gigante cinese delle telecom. Gli Usa: attenti, fa spionaggio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2013 16:41 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2013 16:42
Huawei, misterioso gigante cinese delle telecom. Congresso Usa: attenti, fa spionaggio

Huawei, misterioso gigante cinese delle telecom (Ap-LaPresse)

Huawei: un nome non vi sarà familiare come Apple, Ericsson o Nokia, ma sappiate che un terzo del pianeta usa qualcosa prodotto con questo marchio, ovvero un telefonino cellulare, un sistema di telecomunicazione o un server. La Cina è mobile, nel senso che è sbarcata in forze nel mercato della telefonia, e questo fa paura all’Occidente, non solo per una questione industriale.

La Huawei, che in cinese si pronuncia wawei, significa “conquista”, “atto magnifico” o “la Cina è in grado”. Patriottismo nel nome della società e nella biografia della persona che l’ha fondata nel 1987, Ren Zhengfei, ex ufficiale – specializzato in tecnologie – dell’Esercito di Liberazione del Popolo. Ren non ha mai rilasciato un’intervista. Amor di patria, formazione militare e telecomunicazioni sono un triangolo che preoccupa. E infatti la Huawei è accusata di vendere segretamente apparecchiature per spionaggio hi-tech in tutto il mondo, di avere stretti legami con le forze armate cinesi e di essere fornitore di “Stati-canaglia” come l’Iran.

Non solo. Secondo i suoi accusatori, la compagnia cinese fabbrica di proposito router e server con falle nella sicurezza. Falle nelle quali si inserirebbe lo spionaggio cinese, che avrebbe così una postazione di controllo privilegiata per monitorare Internet e telefonate.

Un recente rapporto della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha messo in guardia contro l’uso di prodotti della Huawei per le infrastrutture di telecomunicazione definite “critiche”. Mentre il governo australiano ha impedito all’azienda cinese di concorrere all’asta per la banda larga.

Ma la Huawei non si lascia certo intimidire. Al Consumer Electronics Show di Las Vegas presenterà quello che viene definito un “phablet“, un incrocio di phone e tablet, uno maxi-smartphone con sistema operativo Windows 8 e uno schermo di 6 pollici. Per capirci un iPhone 5 ha uno schermo di 4 pollici, un mini iPad 7,9 e un iPad 10 pollici. A luglio la Huawei aveva lanciato il P1 Ascend, uno smartphone con sistema operativo Google Android più sottile rispetto alla concorrenza e con una durata della batteria maggiore rispetto all’ultimo iPhone.

Il fronte di espansione della Huawei non è solo quello dei telefonini che facciano concorrenza a Apple e Samsung, ma è anche quello delle connessioni internet, degli hub, dei server e delle reti. È grazie al primato in questo mercato che si stima che un terzo della popolazione mondiale, senza saperlo, sta usando prodotti della Huawei. Per esempio, la rete superveloce di Deutsche Telekom in Germania è stata costruita dall’azienda cinese. Del resto è stata una delle prime compagnie a studiare cavi a prova di morsi di ratto, uno dei primi problemi (oltre al furto degli stessi cavi) nei guasti alle telecomunicazioni in tutto il mondo.

La sede centrale della Huawei, 150 mila dipendenti in 140 Paesi, è nel distretto industriale di Shenzen, a pochi km dalle fabbriche della Foxconn, quelle con il primato di suicidi che assemblano i prodotti di Samsung e Apple. È un palazzo futuribile vicino al quale c’è il campus gigantesco dove dormono e studiano circa 40.000 ingegneri, età media 29 anni. Huawei, contraddizione vivente dello stereotipo dei “cinesi che copiano”, è depositaria di oltre 20.000 brevetti e investe oltre l’11% del suo fatturato in ricerca e sviluppo. E forse questo fa più paura dell’opacità del colosso cinese e delle accuse di spionaggio.