iCloud, la nuvola bucata: fatevi “quelle” foto con una vecchia macchina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 settembre 2014 11:48 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2014 12:09
La nuvola bucata: fatevi "quelle" foto con una vecchia macchina

La nuvola bucata: fatevi “quelle” foto con una vecchia macchina

ROMA – iCloud, la nuvola bucata: fatevi “quelle” foto con una vecchia macchina. Di veramente “virtuale”, nell’epoca dell’iper-connessione digitale perenne, c’è la sicurezza della nostra privacy. Le foto rubate a Jennifer Lawrence, immagini e video osé hackerati dalla “nuvola” online dove l’iPhone le conserva per non ingolfare la memoria dello smartphone, sono solo le ultime di una lunga serie (da Kirsten Dunst a Kate Upton e Rihanna). Ma quella dell’intimità violata non è solo lo spiacevole effetto collaterale di una vita da star. 

Nessuno è davvero protetto dagli archivi virtuali (quello della Apple, ma vale anche per i sistemi alternativi tipo Dropbox, Google Drive, OneDrive Microsoft). Password, codici personalizzati, sofisticati algoritmi al massimo circoscrivono i rischi, ma la nuvola è tutt’altro che un rifugio impenetrabile. Nel caso di Jennifer Lawrence si parla di password craccate, cioè violate magari indovinando le parole chiave o i quesiti filtro (qual è il tuo film preferito, o domande del genere). Qualcuno invece imputa la violazione a una falla nel sistema Apple, un “baco” nell’applicazione “Trova il mio iPhone” che la casa madre assicura oggi di aver risolto.  

Gli utenti fanno bene ovviamente a seguire le raccomandazioni di rito, come scegliere password lunghe e il meno scontate possibile, non replicarle su ogni dispositivo (dalla mail al social), attivare la doppia verifica quando c’è, disabilitare le copie file che vanno sulla nuvola quando i contenuti sono molto intimi.

Filmarsi, fotografarsi a proprio esclusivo piacimento (e godimento, non è certo affare inventato dalla rivoluzione digitale) sono trasgressioni fin troppo innocue fino a quando non superano i confini della cerchia che ci siamo scelti: basta non dimenticare che la nuvola che raccoglie le nostre fantasie è un colabrodo. Dai retta, quando ti scappa, butta lo smartphone e usa la cara vecchia macchina fotografica, una Polaroid, perché no (sarà costoso, ma quante volte ti deve capitare?).