Il Corriere Mercantile cessa le pubblicazioni: era nato nel 1824

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 luglio 2015 20:44 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2015 20:44
Il Corriere Mercantile cessa le pubblicazioni: era nato nel 1824

Il Corriere Mercantile cessa le pubblicazioni: era nato nel 1824

GENOVA – L’assemblea dei soci della Cooperativa G&P che pubblica il Corriere Mercantile e la Gazzetta del Lunedì ha deliberato all’unanimità la cessazione delle pubblicazione a partire da lunedì prossimo. L’ultimo numero in edicola sarà la Gazzetta di lunedì 27 luglio.

“Finisce così la storia di un giornale iniziata nel 1824 e proseguita dal 1978, dopo il fallimento Fassio, con la coraggiosa fondazione di una cooperativa che fino a oggi ha unito giornalisti e poligrafici, firmando un giornale libero dal peso di un editore esterno”, scrive il cdr.

“A questa dolorosa decisione i soci giornalisti e poligrafici sono giunti dopo un anno e mezzo di crisi economica sempre più acuta, seguita da vicino dall’Associazione dei giornalisti, fino agli ultimi sei mesi senza stipendio e all’apertura della cassa integrazione”, ricorda il sindacato.

“Quindici giornalisti, tre poligrafici, due amministrativi sono gli ultimi eredi di una lunga tradizione, a cui vanno aggiunti i fotografi, i collaboratori, i centralinisti, i colleghi giornalisti che hanno da poco lasciato l’azienda in crisi. Tanti posti di lavoro che vengono a mancare insieme ai due giornali di Genova”, conclude il comitato di redazione.

La crisi del Corriere mercantile si era acuita dopo l’accordo che aveva portato al matrimonio tra La Stampa e Il Secolo XIX. Il quotidiano di Torino, prima di questo accordo, usciva insieme a Corriere Mercantile e Gazzetta del Lunedì. Dopo l’unione tra le società editoria della Stampa e del Secolo XIX, il Corriere Mercantile aveva deciso di andare in edicola al prezzo di un euro con la sola cronaca locale.

Nei giorni scorsi, nel tentativo di sollecitare possibili investitori, il quotidiano era uscito con la prima pagina bianca e il titolo eloquente: “Così muore un giornale”. Il direttore e presidente della cooperativa, Mimmo Angeli, aveva scritto sottolineato le responsabilità dello Stato per i tagli all’editoria e l’indifferenza della città “che si appresta a perdere il suo giornale senza uno squillo di solidarietà o protesta”.