Instagram a luci rosse: così le adolescenti scambiano foto osé in cambio di buoni Amazon

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 settembre 2018 20:31 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2018 20:31
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Instagram a luci rosse: così le adolescenti scambiano foto osé in cambio di buoni Amazon

ROMA – Scambiano foto osé in cambio di pochi euro. Accade su Instagram divenuto ormai palcoscenico per adolescenti, alcune giovanissime, che così danno sfogo al loro esibizionismo e mettono da parte anche cospicui salvadanai da spendere sul web.

Ne parla Federica Capozzi sul settimanale Gente. Lo fanno per un buono su Amazon o su Paysafecard, una specie di carta prepagata da spendere online. Esistono pure hashtag appositi su Instagram per individuare il fenomeno: #Instasex, che è la crasi di Instagram e sex, raccoglie almeno 200 mila foto hard, la maggior parte di minorenni.

A portare alla luce il fenomeno è stata una recente inchiesta del Corriere della Sera, che per mesi ha monitorato l’attività di alcuni account privati su Instagram, con migliaia di follower ma contenuti pubblici ridotti all’osso.

PER SEGNALARE GLI ABUSI

La Polizia di Stato ha messo a disposizione un’App, si chiama YouPoI, che permette ai cittadini di inviare segnalazioni.

IL TARIFFARIO

Si va dai 5 euro per un nudo a seno coperto ai 20 per uno integrale. I dati sono allarmanti: secondo l’Osservatorio nazionale adolescenza, il 6 per cento dei ragazzi tra 11 e 13 anni, di cui il 70 per cento sono ragazze, si è scattato selfie intimi, senza vestiti o a sfondo sessuale e ha inviato le immagini via chat; e il numero sale a un adolescente su 10 nella fascia tra i 14 e i 19 anni.

NON LO FANNO SOLO PER SOLDI

“Nell’era in cui le immagini la fanno da padrone, i ragazzini hanno bisogno di farsi guardare e ammirare, e quello che prima veniva ritenuto scandaloso trova spazio nella dimensione virtuale, dove esibizionismo, pose hard, corpi nudi e seminudi sono all’ordine del giorno”, spiega al settimanale Gente, Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica Fatebenefratelli-Sacco di Milano.

“Così avviene la mercificazione di corpi giovani, ancora in divenire, svenduti per cifre ridicole. Il passaggio dal ritratto disinibito alla prostituzione è un attimo, quasi un gioco. Ma attenzione: non si tratta di una questione di denaro, a questi adolescenti non interessa guadagnare, quanto essere ricercati e ammirati, soprattutto quando fanno fatica, nel mondo reale, a instaurare relazioni normali. I social diventano il canale privilegiato e viene meno la consapevolezza di come usare il corpo: importa solo stare in vetrina”.

I RISCHI

Bombardati dalle immagini di nudo tanto da esserne ormai assuefatti, angosciati di essere giudicati solo per l’aspetto fisico, gli adolescenti non comprendono il valore di se stessi, finendo per esporsi con leggerezza sconcertante. Né le linee guida dei social network sono sufficienti ad arginare il problema.

Come se non bastasse, una volta immesso in rete qualsiasi contenuto può facilmente sfuggire di mano. “Lo perdiamo di vista e prima che ce ne rendiamo conto sta già circolando, spesso in maniera virale, incontrollabile”, spiega Marco Cervellini della Polizia Postale. “Questo vale soprattutto per gli adolescenti, che online cercano consenso e quindi sono meno attenti degli adulti alla privacy. Un ragazzino non è propenso a blindare il proprio profilo di Facebook o Instagram: al contrario, vuole che sia in bella mostra. Ma postare contenuti sessualmente espliciti sui social è molto pericoloso: chiunque può prelevarli e utilizzarli a suo piacimento, magari su siti di incontri o di escort”