Internet. Chi legge le testate online? Upa costringe Audiweb a fare pulizia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Aprile 2015 11:35 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2015 13:55
Internet. Chi legge le testate online? Upa costringe Audiweb a fare pulizia

Giovanna Maggioni

MILANO – Audiweb ha compiuto un importante passo avanti. L’istituto che certifica, a modo suo, il traffico dei siti internet, ha diffuso i dati delle singole testate depurate di tutte le aggregazioni di traffico (partnersiph o Tal, Traffic Assignment Letter) che esaltavano il traffico di alcuni a scapito di altri ma soprattutto minavano la credibilità delle informazioni su internet in Italia.

I risultati di questa pulizia in alcuni casi sono sorprendenti. Anche se, come nota il Fatto Quotidiano nella edizione online,

“sulle grandi testate l’impatto delle partnership è minimo”

molti siti che erano gonfiati con gli steroidi del Tal sono stati ridimensionati e forse questo spiega anche la cancellazione di taluni dagli elenchi. Elabora ancora il sito del Fatto:

“Facendo il calcolo sulle pagine viste, il 98% del traffico del Corriere.it è naturale, così come quello di Repubblica.it al 96%, che pure deve ringraziare il sito di tecnologia Tom’s Hardware da cui deriva mezzo milione dei quasi 14 di pagine viste giornaliere. Questa percentuale di traffico naturale scende all’87% per La Stampa, che deve al sito MediciItalia 240.000 dei 2.897.000 di pagine viste giornaliere. Il Messaggero invece sfrutta per il 30% la pratica delle aggregazioni commerciali (derivante da siti come Dica33 e altri), arrivando ad un traffico organico del 70%. IlSole24Ore e Il Fatto Quotidiano possono invece vantare un 100% di traffico naturale.

Questi in sintesi i dati netti/lordi delle principali testate italiane di Febbraio 2015:

Utenti Unici media giornaliera
La Repubblica netto 1.542.774 (lordo 1.663.677)
Il Corriere della Sera netto 1.348.897 (lordo 1.381.979)
Il Sole24Ore netto 517.889 (lordo 517.889)
Il Messaggero netto 489.494 (lordo 582.556)
La Stampa netto 476.121 (lordo 597.689)
Il Fatto Quotidiano netto 464.214 (lordo 464.214)

Pagine viste media giornaliera
La Repubblica netto 13.265.000 (lordo 13.816.000)
Il Corriere della Sera netto 9.052.000 (lordo 9.186.000)
Il Sole24Ore netto 2.932.000 (lordo 2.932.000)
La Stampa netto 2.519.000 (lordo 2.897.000)
Il Messaggero netto 1.897.000 (lordo 2.687.000)
Il Fatto Quotidiano netto 1.630.000 (lordo 1.630.000)

Altre realtà editoriali che hanno fatto un uso rilevante delle TAL sono Il Post, con traffico naturale del 72%, Donna Moderna 49%, TgCom naturale all’87%”.

Molti dubbi restano sulla utilità di Audiweb, i cui dati sono il frutto di una complessa e abbastanza arbitraria elaborazione dei cui criteri si sa poco. Mentre gli editori chiedono a Google trasparenza, i criteri di calcolo di Audiweb, non le descrizioni sui panel ma le formule, non si riescono a comprendere.

Mentre Google Analytics fornisce dati basati su centinaia di migliaia di utenti, Audiweb, per l’audience mobile, vanta mille telefonini.

La stessa Audiweb fornisce ogni giorno una rilevazione del traffico basata su dati reali che riconoscono ai siti valori anche doppi di quelli elaborati, anche per colossi come Repubblica e Corriere della Sera. Sarà che nel mondo virtuale quello che conta sono le convenzioni: se gli editori sono felici di pagare milioni di euro per un servizio che Google dà gratis, c’è poco da dire e da fare.

La pratica sempre più diffusa non è però andata giù alle aziende che devono fare pubblicità su internet aprendosi la strada in una specie di giungla. La battaglia è durata un paio d’anni, condotta in solitario dalla rappresentante dell’Upa in Audiweb Giovanna Maggioni, contro quasi tutti gli editori che, carta o web, hanno sempre dimostrato, non tutti ma tanti, di amare le porcherie.

Per la prima volta, informa il Fatto, il report pulito

“è disponibile a partire dal mese di febbraio 2015.

La principale novità consiste nel fatto che accanto ai dati del brand contenente tutti i siti aggregati, vengono ora specificati anche i “channel” (canali) frutto di accordi di partnership con altri editori. In modo che sia evidente quanti utenti unici e pagine viste appartengano a ciascun editore e quanti siano invece frutto di un accordo commerciale.

E’ importante sottolineare che non si parla di dati dei singoli domini ma dei dati di ciascun editore che possono comprendere “sotto lo stesso cappello” siti diversi. Se invece l’editore ha fatto un accordo di cessione traffico con un altro editore, il dato proveniente da quel sito esterno viene scorporato e segnalato a parte in un apposito channel.