Jonathan Franzen e il dibattito sui social network: “Twitter è stupido e crea dipendenza”

di Gianluca Pace
Pubblicato il 8 Ottobre 2013 14:44 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2013 14:44
Jonathan Franzen e l'intervista alla Stampa

Jonathan Franzen e l’intervista alla Stampa

ROMA – “Twitter è stupido e crea dipendenza“, Jonathan Franzen, scrittore e saggista americano, con una venerazione per il giornalismo professionistico, intervistato dalla Stampa, attacca i social network: “Uso la tecnologia ogni giorno ma non credo che renda il mondo migliore”. E ancora: “Secondo me scrivere significa fare ordine, cioè ridurre. Con le nuove tecnologie, ogni volta che pensi di aver fatto un po’ di ordine, la quantità delle informazioni raddoppia e tutto esplode”. Poi il sarcasmo: “I tweet, quei versi di 140 caratteri, non possono essere arte? Ah, certo: anche con gli stuzzicadenti si può fare arte”.

Juan Carlos De Martin, carta, penna e mouse, decide di rispondere alla provocazione di Franzen: “Sul digitale si dicono molte esagerazioni, ma un aspetto è innegabile: mai un cambiamento ha toccato tante persone in così poco tempo”.

E poi aggiunge: ” Sono problemi che, sia pure in forme e contesti diversi, abbiamo però già affrontato molte volte: col telefono, con la tv e persino col libro, per cui qualche secolo fa abbiamo dovuto sviluppare appropriate norme d’uso sociali. Si tratta ora di fare lo stesso anche per i social media, puntando sullo sviluppo delle competenze per resistere alla distrazione e sulla comprensione dei danni che può fare un uso improprio”.