Karima Moual, la reporter che si è finta migrante per passare la frontiera a Ventimiglia

di Fabiana De Giorgio
Pubblicato il 18 settembre 2018 5:49 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2018 8:29
Karima Moual, la reporter di Rete 4 che si è finta migrante per passare la frontiera a Ventimiglia

Karima Moual, la reporter che si è finta migrante per passare la frontiera a Ventimiglia ( foto presa dal video di Viva l’Italia)

NIZZA – Un’inchiesta giornalistica è diventata un incubo: la giovane reporter Karima Moual è stata costretta ad entrare nel bagagliaio di una macchina per oltrepassare il confine con la Francia. Il servizio è andato in onda sul programma “Viva l’Italia oggi e domani“condotto da Gerardo Greco su Rete 4 il 13 settembre alle 21:25. La giornalista,, che ha molto a cuore il tema dell’immigrazione (essendo anche lei immigrata dal Marocco all’età di 9 anni), deve la sua fama ad una serie di importanti progetti e collaborazioni.

Karima Moual ha lavorato in Rai al Tg1, per il Sole 24 e ha collaborato come redattrice a Metropoli di Repubblica, il giornale sull’Italia multietnica. Inoltre ha realizzato due importanti documentari tra cui “La Luna da Occidente” sugli arabi musulmani negli Stati Uniti dopo l’11 settembre e Haram (peccato)” sulle storie di ragazze musulmane in Italia, trasmessi da Rainews24 e Rai3. E’ stata vincitrice del “Premio EUROMEDITERRANEO 2012” nella categoria informazione, promosso da “Assafrica e Mediterraneo”. Attualmente  è autrice della video-rubrica Glob su Repubblica.it, per la quale fa video reportage sull’Italia multietnica. Oltre a questo è anche autrice del programma di Radio1, Voci del Mattino, dove sorveglia i media del Nord Africa e il Medio Oriente.

Con il breve servizio per “Viva l’Italia oggi e domani”, Karima Moual ha voluto raccontare cosa vuol dire essere un migrante disperato al punto tale da rischiare la vita pur di raggiungere un Paese con la speranza di un futuro migliore. La giornalista ha provato proprio sulla sua pelle cosa si prova ad attraversare illegalmente la frontiera per entrare in Francia. Lo ha fatto pagando 150 euro ad un trafficante per superare il confine in macchina da Ventimiglia a Nizza. Nel video, girato con una telecamera nascosta, i 45 minuti di tragitto sono apparsi un’eternità a Karima, che si è trovata in una situazione molto più rischiosa di quella che aveva immaginato.

Le immagini mostrano Karima, nei panni di un’immigrata clandestina. La giovane donna si trova a che fare con un trafficante tunisino che la tratta come se fosse un carico di merce da trasportare da un posto ad un altro. L’inizio del video è subito di grande impatto: si vede il trafficante che diventa immediatamente violento solo perchè gli altri due immigrati irregolari che sarebbero dovuti partire con Karima non volevano pagare i 150 euro in anticipo. Da un momento all’altro scatta la rissa e i due uomini rinunciano alla partenza. Karima però decide di partire comunque.

La giornalista prende prima due autobus accompagnata dal trafficante e insieme ad un altro giovanissimo migrante viene condotta verso la macchina che la porterà in Francia. L’incubo sta per iniziare. In pochi secondi Karima è costretta ad entrare nel bagagliaio della macchina. E’ al buio, rannicchiata in un angolo della vettura assieme all’altro giovane migrante. Karima è sotto shock. I due non possono né muoversi né parlare tra di loro e per tutto il tragitto sono costretti a rimanere nel claustrofobico angolo della vettura con pochissima aria e senza luce. Entrambi faticano a respirare. Tra il sudore e la paura i due passeggeri si guardano negli occhi impauriti sperando di arrivare sani e salvi. Improvvisamente la vettura si ferma probabilmente per superare la frontiera. Poco dopo finalmente Karima e il ragazzo possono uscire dalla macchina. Hanno raggiunto la Francia. Pagano i 150 euro e vengono “scaricati” a Nizza. Qui è dove arrivano molti immigrati irregolari che fuggono dall’Italia continuando la loro avventura verso Europa. Per Karima questa è solo un’inchiesta giornalistica ma per molti altri, viaggi come questi fanno parte della loro realtà.