“La strada sbagliata del diritto canonico” di Gian Enrico Rusconi su “La Stampa”

Pubblicato il 26 Marzo 2010 11:15 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 11:15

La Chiesa cattolica risponde allo scandalo dei preti pedofili con il potere del silenzio cercando di contenere in questo modo gli effetti devastanti della vicenda. Gian Enrico Rusconi sulla “Stampa” spiega perché la strada intrapresa dal Vaticano si sta trasformando in un boomerang devastante per la stessa istituzione:

«Povera Chiesa. Si sente ingiustamente attaccata, diffamata, umiliata per comportamenti che essa stessa considera orribili peccati. Si sente colpevolizzata per aver cercato di arginare in silenzio il male commesso da alcuni suoi rappresentanti, per aver tentato di contenerne gli effetti nefasti. Per aver tentato di isolare i responsabili senza infierire su di essi.

In breve, si sente vittima di un inatteso rigurgito antireligioso. È questo ciò che pensano le autorità ecclesiastiche, che prendono la parola pubblicamente in queste settimane, di fronte all’inarrestabile torrente di rivelazioni sugli abusi e le violenze contro i minori, in tutte le parti del mondo. È sorprendente però che in questo contesto non sia emerso che cosa la Chiesa abbia fatto per risarcire (spiritualmente!) le vittime. Ma supponiamo che lo abbia fatto con umiltà e generosità. In silenzio. Eppure c’è un terribile equivoco in questo comprensibile atteggiamento.

Il silenzio non è più una virtù. Gli uomini di Chiesa non capiscono che hanno a che fare con un profondo mutamento della sensibilità pubblica. Con un’etica pubblica che essi – convinti di essere esperti di comunicazione sociale – non hanno saputo cogliere né tanto meno interpretare. È penoso sentir dire che i comportamenti patologici denunciati sono gli effetti del «relativismo» e del «permissivismo amorale», alludendo in particolare all’apertura verso l’omosessualità».[]