Legge ammazza blog rispunta alla Camera. Proposta di Scelta Civica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2013 18:40 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2013 18:40
Legge ammazza blog ritorna in Parlamento

Legge ammazza blog ritorna in Parlamento

ROMA – Rispunta, alla Camera dei deputati, la cosiddetta “legge ammazza blog”. Rispunta, per ora, come proposta firmata dai centristi di Scelta Civica e si inserisce nel quadro della riforma della legge sulla Stampa in materia di diffamazione.

Ma perché ammazza blog? Semplice: la norma prevede tra le altre cose l’estensione dell’obbligo di rettifica anche ai blog. Pena una multa che varia tra gli 8 e i 16mila euro. Scrive l’agenzia Dire:

“Per i siti informatici, ivi compresi i blog , le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, in testa alla pagina, prima del corpo dell’articolo, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Per chi non rispetterà  l’obbligo di pubblicazione della rettifica scatterà una multa da un minimo di “euro 8.000″ a un massimo di “euro 16.000″. L’obbligo di rettifica viene esteso anche alla stampa non periodica, includendo quindi anche i saggi e i libri: la pubblicazione dovrà avvenire entro sette giorni dalla richiesta su due quotidiani a tiratura nazionale e nelle successive edizioni e ristampe con chiaro riferimento allo scritto ‘incriminato”. 

Il testo della legge, primo firmatario Stefano Dambruoso, è stato depositato il 6 giugno e assegnata lo scorso venerdì alla commissione Giustizia.  La proposta è stata sottoscritta da altri 13 deputati di Scelta Civica  tra cui Andrea Romano e Mario Marazziti, estende l’obbligo di rettifica, su richiesta di chi si ritiene offeso, alle testate telematiche.

Gli altri elementi della legge. L’obbligo di rettifica viene esteso anche alla stampa non periodica, includendo quindi anche i saggi e i libri: la pubblicazione dovrà avvenire entro sette giorni dalla richiesta su due quotidiani a tiratura nazionale e nelle successive edizioni e ristampe con chiaro riferimento allo scritto ‘incriminato’. La proposta di legge Dambruoso, anche per le testate tradizionali, prevede che la rettifica venga pubblicata “senza commento”. Il testo cancella la pena del carcere in caso di diffamazione a mezzo stampa per un fatto determinato prevedendo solo la multa da “euro 5.000 a euro 50.000″. Ora bisognerà vedere se la nuova proposta sulla riforma della diffamazione verra’ abbinata alle altre due (una firma Costa e una a firma Gelmini del Pdl) gia’ all’esame della commissione Giustizia di cui sono relatori Enrico Costa (Pdl) e Walter Verini (Pd).