Libero Quotidiano, nuovo orrore in prima pagina: “Cala il Pil ma aumentano i gay”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2019 10:17 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2019 10:29
Libero Quotidiano, titolo in prima pagina: "Cala il Pil ma aumentano i gay"

Libero Quotidiano, titolo in prima pagina: “Cala il Pil ma aumentano i gay”

ROMA – “Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay”: questo il titolo di apertura di Libero Quotidiano di mercoledì 23 gennaio, coronato da un occhiello che recita: “C’è poco da stare allegri”. E’ solo l’ultimo di una serie di “orrori” che il giornale sbatte in prima pagina.

All’interno del giornale diretto da Pietro Senaldi un articolo in cui Filippo Facci spiega che “non sappiamo” se c’è un “link” tra decrescita e numero degli omosessuali. “Gli unici a non sentire crisi sono gli omosessuali: crescono in continuazione”, scrive ancora.

Il quotidiano non si discosta dalla linea dei titoli che avevano suscitato anche l’indignazione e la reprimenda dell’Ordine dei giornalisti, come quello sulla “patata bollente” del sindaco di Roma, Virginia Raggi, quello sui napoletani che “si bruciano da soli”, quello sui “terroni” che “comandano” nel governo, o quello su “Renzi e Boschi non scopano”.

Nell’edizione di mercoledì 23 gennaio il giornale ha deciso di mettere in relazione un dato macroeconomico come l’andamento del prodotto interno lordo italiano con il numero di persone che si dichiarano omosessuali, anche se poi ammette di dubitare che un reale collegamento ci sia. 

Scrive Facci nell’articolo: “Non c’è un link apparente tra il Pil e la fatturazione elettronica e i gay e Lino Banfi. Eppure è una foto che i turisti del tempo si porterebbero a casa”. Quindi elenca alcune statistiche, dell’inglese Office for National Statistics e degli italiani Ipsos Mori e Istat, che segnalano l’aumento del numero delle persone omosessuali e si domanda: “C’è un link tra il calo del Pil, l’elusione delle fatture elettroniche e l’aumento dei gay dichiarati? Non lo sappiamo, ma la fotografia è quella. Anche quella. Spiega l’Italia che cambia e quella non cambia per niente”.

E se sui social non sono poche le ironie sul titolo, dalla politica arriva la critica di Vito Crimi, sottosegretario M5s con delega all’editoria: “Provo disgusto per il titolo del giornale Libero. Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti contro, poi oggi anche omofobi. Avvierò immediatamente una procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti ad un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia. Mi aspetto che il giornalismo che tanto vede in noi il nemico, faccia sentire la sua voce. Probabilmente chi distrugge la credibilità della stampa sono proprio alcuni giornalisti”.