Libero: “Comandano i terroni”. Di Maio: “Tranquilli, tra poco finirà il finanziamento pubblico dei giornali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2019 11:41 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2019 11:50
Libero: "Comandano i terroni". Di Maio: "Tranquilli, tra poco finirà il finanziamento pubblico dei giornali"

Libero: “Comandano i terroni”. Di Maio: “Tranquilli, tra poco finirà il finanziamento pubblico dei giornali”

ROMA – “Comandano i terroni”, titola “Libero”nell’edizione di oggi. “Ai meridionali – si legge nell’occhiello – 3 cariche istituzionali su 4”. E nel sommario si legge: “Mattarella capo dello Stato, Conte premier e Fico presidente della Camera sono del Sud. Oltre a una miriade di ministri e altissimi funzionari pubblici. Ecco perché Salvini ha tutti contro”. L’articolo è firmato da Azzurra Noemi Barbuto, giornalista di origine… pugliese.

Luigi Di Maio, notata la prima pagina, è partito all’attacco, via Twitter, contro il “giornale finanziato con soldi pubblici, anche quelli dei terroni”. Il giornale che parlando di “terroni” stava difendendo… l’alleato di Di Maio. 

L’elenco dei “terroni” continua poi nel pezzo di “Libero”. Oltre a Di Maio, vengono citati i ministri Barbara Lezzi (Sud), Alfonso Bonafede (Giustizia), Sergio Costa (Ambiente), Giulia Grillo (Salute), Giulia Bongiorno (Pubblica amministrazione) e Paolo Savona (Affari europei).

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“Ecco – prosegue il vicepremier e capo politico M5s – la preziosa informazione da tutelare con i vostri soldi! Tranquilli abbiamo già iniziato a togliergliene da quest’anno e nel giro di 3 anni arriveranno a zero”. “P.S. – aggiunge – l’Odg rimarrà di nuovo in silenzio?”. 

“Il titolo odierno di apertura del quotidiano Libero, dedicato ai “terroni” ai vertici delle istituzioni – è il comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana firmato da Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti – non può essere considerato una provocazione e neanche un divertissement. Senza voler invadere le competenze dell’Ordine dei giornalisti in materia deontologica, è semplicemente inaccettabile perché in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione e anche con i principi della Carta di Roma, alla quale la Federazione nazionale della Stampa italiana ha aderito”.

Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, definiscono però “altrettanto inaccettabile l’esultanza del vicepremier Luigi Di Maio per il taglio del fondo per l’editoria, che non colpirò soltanto Libero, ma anche tante altre testate, assestando un colpo mortale al pluralismo dell’informazione e al mercato del lavoro”.

“In democrazia – spiegano Lorusso e Giulietti – la chiusura di un giornale non è mai una bella notizia, neanche quando non se ne condivide la linea politica. Un esponente di governo che esulta per il taglio dei fondi all’editoria rende ancor più palese la sua idea di democrazia”.