Manovra, Fnsi e Cnog: “Col taglio ai fondi dell’editoria M5s soffoca il pluralismo dell’informazione”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Dicembre 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2018 19:26
Manovra, Fnsi e Cnog: "Col taglio ai fondi dell'editoria M5s soffoca il pluralismo dell'informazione"

Manovra, Fnsi e Cnog: “Col taglio ai fondi dell’editoria M5s soffoca il pluralismo dell’informazione” (Foto Ansa)

ROMA – La Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ordine dei giornalisti italiani contro l’emendamento alla legge di Bilancio in discussione al senato presentato dal capogruppo M5s Stefano Patuanelli che prevede che siano “progressivamente ridotti fino alla loro abolizione” i contributi all’editoria. 

In una nota Fnsi e Cnog si dicono “al fianco dei giornalisti di tante realtà editoriali che in queste ore vedono i loro posti di lavoro messi a serio rischio dall’emendamento alla legge di Bilancio presentato al Senato e che ha come primo firmatario il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli. Tale emendamento va nella direzione auspicata dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e dal sottosegretario con delega all’Editoria, Vito Crimi. Quella, cioè, di soffocare il pluralismo dell’informazione e di colpire il diritto dei cittadini ad essere informati con il taglio del fondo per l’editoria”. 

“Non potendo adottare provvedimenti punitivi contro i grandi giornali, il Movimento 5 Stelle avvia un regolamento dei conti con la categoria dei giornalisti, di cui mal sopporta libertà e autonomia, accanendosi contro i più piccoli, realtà che rappresentano il giornalismo di opinione o sono la voce di piccole comunità territoriali o di minoranze linguistiche – continua la nota di Fnsi e Odg -. Patetico, da questo punto di vista, è il tentativo di dare all’emendamento una parvenza di intervento diretto a sostenere le edicole, considerato che l’unico effetto di questa misura – se dovesse malauguratamente essere approvata – sarà quello di svuotare le edicole di giornali e di allargare l’esercito dei giornalisti precari. Un risultato che conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la volontà del Movimento 5 Stelle di eliminare qualsiasi voce critica e di instaurare una forma di dittatura del pensiero unico attraverso le piattaforme digitali. FNSI e Cnog sosterranno tutte le iniziative a sostegno dei giornalisti e delle testate a rischio di chiusura e auspicano che in Parlamento prevalgano buon senso e rispetto della Costituzione necessari a far sì che questo emendamento socialmente devastante venga respinto”.