Marilena Natale, giornalista anti camorra minacciata. Solidarietà di Fnsi e Sugc

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2017 18:56 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2017 18:56
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Marilena Natale, giornalista anti camorra minacciata. Solidarietà di Fnsi e Sugc

NAPOLI – Nuove minacce, questa volta via social, alla giornalista Marilena Natale, da mesi sotto scorta a causa delle sue inchieste anti camorra. La cronista ha ricevuto un post contenente pesanti offese dalla figlia di una ex camorrista, Cristina Pinto, detta Nikita, dissociata ma mai pentita. Nei giorni scorsi la giornalista aveva abbandonando l’incontro antimafia organizzato nell’ambito della Festa del Cinema di Roma a cui entrambe stavano partecipando.

Solidarietà è stata espressa alla giornalista dalla Fnsi e dal Sugc (Sindacato unitario giornalisti Campania): “La collega Natale – si legge in un comunicato congiunto – già costretta a vivere sotto scorta per le minacce ricevute dalla camorra, ha il sostegno del sindacato dei giornalisti che sarà al sua fianco anche nelle eventuali azioni che verrà intraprendere in tutte le sedi, compresa quella giudiziaria”.

In un secondo comunicato poi, sindacato e Odg (Ordine dei giornalisti) tornano a puntare l’attenzione sul problema delle minacce ai giornalisti. I temi delle intimidazioni ai cronisti, delle querele emerarie e della scorta mediatica ai giornalisti minacciati dalla criminalità sono stati al centro dell’iniziativa “Donne della mafia vs donne dell’antimafia”, promossa dall’associazione A mano disarmata, che si è svolta questa mattina nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana.

“All’apertura dei lavori – si legge in un comunicato – anche il neoeletto presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, al suo primo appuntamento istituzionale. A margine dell’incontro, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il presidente Verna hanno convenuto sulla necessità di promuovere su tutto il territorio nazionale iniziative congiunte di Ordine e sindacato sui temi del lavoro regolare, della lotta al precariato, delle minacce e intimidazioni ai cronisti e delle cosiddette “querele temerarie”.