Mario Adinolfi inflazione: deborda dalle radio del…dimolo strano

di Lucio Fero
Pubblicato il 24 aprile 2018 15:08 | Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2018 15:15
Mario Adinolfi inflazione: deborda dalle radio del...dimolo strano

Mario Adinolfi inflazione: deborda dalle radio del…dimolo strano

ROMA – Mario Adinolfi inflazione: il non tanto pacioso leader…Leader di cosa? Secondo chi lo presenta in studio, trascrive i detti e riporta i pensieri, Mario Adinolfi è il leader niente meno che del Popolo della Famiglia. Mica una robetta: popolo e famiglia. Che a metterli insieme fanno una nazione, con la sola eccezione di debosciati, senza dio e senza sesso…preciso. Popolo della Famiglia e quanti saranno? Dieci per cento alle elezioni, cinque per cento, un per cento, 0,5 per cento? Anche meno.

Saranno allora grande movimento e non partito, con dietro e dentro la Chiesa cattolica, le parrocchie, Il Vaticano, il Papa? Chiesa cattolica, parrocchie, Vaticano e Papa si tengono bel lontani, ci tengono a non capitare neanche in una foto-opportunity politica col Popolo della Famiglia. Di suo il Popolo della Famiglia sospetta il Papa di incompetenza di fede, se non proprio eresia, se non proprio comunismo.

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Sì, va bene, ma quanto sono quelli del Popolo della Famiglia a cui nome e per conto parla Mario Adinolfi? In quanto cittadini pochini quando si contano nelle urne o in piazza. Però meno pochi di quanto appaia, con Adinolfi Mario è lecito supporre in qualche modo idealmente stiano i non pochi italiani, soprattutto maschi, sessualmente…costipati. E’ infatti il sesso alla rovescia il chiodo fisso nella testa del Popolo della Famiglia. Sesso per carità non da praticare o diffondere. Ma da vietare, regolamentare, irrigidire. Se del caso, reprimere.

Ma qui si registra non tanto il Mario Adinolfi pensiero (opinabile o condivisibile che sia) quanto l’inflazione indubbia delle sue presenze su un particolare circuito dei mass media. Perché se rappresenta pochi, anzi in  alcuni ambiti praticamente rappresenta niente, perché Mario Adinolfi è praticamente ospite fisso di un po’ di radio?

La prima spiegazione è perché Mario Adinolfi potrebbe essere dotato di un efficacissimo ufficio stampa. Di quelli che tempestano, tampinano e alla fine vincono per sfinimento dell’interlocutore. Della serie: te la pubblico la dichiarazione di Adinolfi, basta che per oggi la smetti con le mail. Ma è una spiegazione troppo…buonista.

La seconda e migliore spiegazione è che Mario Adinolfi è perfetto per la rubrica “Dimolo strano” (traduzione letterale: lo diciamo strano. Riferimento semantico: Verdone-Gerini, Viaggi di Nozze e l’input di coppia, appunto famolo strano). Strano come Adinolfi non lo dice nessuno: quelli che in classe minacciano i prof è perché a casa hanno smarrito la differenza tra mamma e papà con papà che si sta femminilizzando. E’ solo l’ultima, anzi la penultima. Ce n’è una al giorno, anzi due del genere.

Lo diciamo strano è rubrica che piace da impazzire ad alcuni conduttori e trasmissioni radiofoniche. Rubrica che in fondo è l’ultimissima discendente alquanto plebea di una nobile tradizione antica: quella dei peti nei fescennini. E Mario Adinolfi è perfetto per la rubrica, lui la dice sempre assai strano. E non è libertà di parola e di opinione, è cattiveria di conduttore e intervistatore. Usano Mario Adinolfi come il domatore usa l’orso quando lo fa pedalare su una mini bicicletta, per ottenere l’effetto-strano. Dicono di farlo perché funziona, dicono di farlo perché la gente, i social, amano l’effetto strano. Resta il dubbio lo facciano perché, oltre all’effetto strano, sono in grado di offrire, pensare e produrre poco altro. E comunque l’orso che pedala sulla bici da nano in ogni umano di buona volontà è fonte di pena.