Mediaset taglia stipendi giornalisti: prima volta, via indennità multimediale

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Marzo 2015 11:38 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2015 11:38
Mediaset taglia stipendi giornalisti: prima volta, via indennità multimediale

Mediaset taglia stipendi giornalisti: prima volta, via indennità multimediale

MILANO – Per la prima volta nella storia Mediaset taglia lo stipendio ai giornalisti: dalle buste paga sparisce l’indennità multimediale, che li ripagava del loro lavoro su più testate. In cambio però arriva l’indennità di risultato, e dunque variabile. Ma nell’assemblea sindacale di giovedì 26 febbraio scoppia la lite coi redattori contrari che sottolineano la contraddizione con le ultime mosse spericolate del gruppo: l’esclusiva della Champions a febbraio 2014 per 690 milioni e la proposta da 1,2 miliardi di acquisto delle torri Ray. Nelle consultazioni svolte in tutte le testate di Rti hanno approvato l’accordo Tg5, Tg4, Studio Aperto, Tgcom24, Videonews, le redazioni regionali e la redazione milanese di News Mediaset; lo ha respinto la redazione romana di News Mediaset.

L’unico a riportare la notizia è Aldo Fontanarosa sul quotidiano la Repubblica. In pratica, il contratto integrativo, che riguarda 250 giornalisti, prevede una “revisione del sistema di calcolo del premio di risultato, che viene incrementato notevolmente, in parte grazie alla variabilizzazione di una indennità in precedenza erogata in cifra fissa, un nuovo modello di godimento delle ferie, che potrà essere finalmente garantito, e soprattutto la stabilizzazione di almeno venti colleghi” precari.

Tradotto, significa che nel precedente contratto, ormai scaduto, i giornalisti potevano contare sulla cosiddetta indennità multimediale, che era fissa (circa 200 euro lordi al mese), e che verrà ora assorbita da un nuovo mega premio di produzione, collegato al ritorno sulle vendite (Ros).

Fontanarosa ricostruisce tutte le tappe:

Durante l’assemblea di giovedì, una nutrita schiera di giornalisti (tutti di News Mediaset, la struttura comune che alimenta di servizi televisivi i vari telegiornali del gruppo) contesta l’innovazione. Primo perché quello che era sicuro (l’Indennità multimediale) diventa incerto; secondo perché il Ros aziendale ha risentito e potrebbe risentire ancora dei venti della crisi; terzo perché cade la super-flessibilità al rialzo del Premio.

I Cdr di Mediaset, cioè le rappresentanze sindacali interne, non condividono il pessimismo dei contrari, certi che il Ros del gruppo si impennerà dal 2016, perché così profetizzano «alcuni analisti finanziari» da loro consultati. Peraltro il nuovo Contratto integrativo, mentre chiede dei sacrifici ai vecchi giornalisti, premia quelli del futuro e precari, assunti in 20.

Il nuovo integrativo viene messo in votazione. E i Cdr – che lo difendono – portano a casa due vittorie: la maggioranza dei giornalisti Mediaset vota a favore dell’accordo, e questa maggioranza si delinea in tutte le newsroom del gruppo. Anche nell’agenzia comune News Mediaset dove si annida il maggior numero di contrari. Qui però scoppia l’incendio perché i contrari di News Mediaset gridano all’irregolarità del voto e invocano – tra il serio e lo scherzoso – l’invio degli osservatori dell’Onu. Venerdì i Cdr di Mediaset si precipitano a firmare il nuovo accordo retributivo con l’azienda. Ma intanto l’Associazione Stampa Romana in una nota ufficiale chiede conto delle presunte irregolarità nelle votazioni. Venerdì sera, un rappresentante dei Cdr ammette l’errore. Riconosce cioè che i no all’Integrativo hanno vinto, sia pure di misura, nell’agenzia comune News Mediaset. Il Contratto, però, entra in vigore lo stesso perché il ribaltamento nella sola News Mediaset non sovverte il verdetto generale.