Microsoft ammette: “Hacker entrati nelle mail di Outlook, Msn e Hotmail”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 17 aprile 2019 6:55 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2019 20:07
microsoft hacker

Microsoft ammette: “Hacker entrati nelle mail di Outlook, Msn e Hotmail” (foto Ansa)


ROMA – Microsoft ha ammesso che gli hacker sono riusciti ad accedere alle e-mail inviate dagli utenti di Outlook, Msn e Hotmail e, dunque, aver compromesso per mesi le loro informazioni.
 
Il gigante del software, per la prima volta ha riconosciuto che la violazione ha interessato un account di assistenza clienti, poi utilizzato per ottenere l’accesso alle informazioni sulle e-mail degli utenti, ad esempio l’oggetto e con quali persone hanno comunicato, secondo quanto riportato da Motherboard.
 
Ma l’hackeraggio era peggiore di quanto inizialmente pensato: su diverse piattaforme di proprietà della Microsoft, era stato possibile leggere il contenuto delle mail di un gran numero di utenti. 
 
Gli hacker hanno sfruttato un portale per l’assistenza tecnica di Microsoft, utilizzando in modo non consentito alcune delle sue funzionalità per avere accesso agli account degli utenti privati.  Microsoft ha dichiarato di aver “disattivato immediatamente” i documenti compromessi ed esortato gli utenti di posta elettronica a reimpostare le password e fare attenzione al phishing o allo spam.
Nonostante le affermazioni di Microsoft, Motherboard ha riferito che gli hacker sono stati in grado di accedere ai contenuti delle mail.
 
Il sito web sostiene di avere screenshot inviati da una fonte che fornisce informazioni su ciò che gli hacker sono stati in grado di leggere. Microsoft ha replicato a Motherboard di aver avvisato gli utenti i cui contenuti completi di posta elettronica erano considerati vulnerabili all’hacking ma non ha specificato il numero delle persone interessate.
 
A gennaio, c’è stato uno degli hackeraggi più grandi sempre: si parla di circa 773 milioni di mail e 21 milioni di password. Il tutto pubblicato su Mega, un servizio di archiviazione cloud. Chi aveva intenzione di curiosare poteva aprire la cartella “Collection#1” che è poi stata rimossa.
La scoperta è arrivata direttamente dall’account Twitter di Troy Hunt, un ricercatore di sicurezza informatica. 
 
Fonte: Daily Mail