“No alla censura della e nella rete!”: la petizione di Vincenzo Vita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Dicembre 2013 9:21 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2013 9:21
"No alla censura della e nella rete!": la petizione di Vincenzo Vita

“No alla censura della e nella rete!”: la petizione di Vincenzo Vita

ROMA – “No alla censura della e nella rete!”: la petizione di Vincenzo Vita. Le norme anti-pirateria online così come delineate dal regolamento AgCom, non servono allo scopo prefisso, introducono meccanismi di censura, esautorano il Parlamento della prerogativa di modificare le anacronistiche leggi vigenti. E’ per questo che Vincenzo Vita di Art. 21 ha promosso una petizione con una lettera aperta ai presidenti di Camera e Senato per convincere il Garante delle Comunicazioni a sospendere la delibera ed evitare che, confusa nella Legge di Stabilità, il Governo la renda esecutiva attraverso un colpo di mano.

La tutela del lavoro intellettuale è fondamentale e la società della conoscenza richiede la massima cura nel riconoscimento, nonché nella valorizzazione della creatività e della produzione culturale. Non si può ridurre la discussione sul copyright nell’era digitale al corpo a corpo tra l’individualismo proprietario e la pirateria. È matura la necessità di una nuova legislazione che aggiorni la vecchia normativa del 1941, legata ad una visione antiquata e desueta del diritto d’autore. (Vincenzo Vita)

Per sottoscrivere la petizione basta linkare questo sito https://www.change.org/it/petizioni/no-alla-censura-della-e-nella-rete. Il messaggio di Vita sottolinea l’importanza di un passaggio normativo decisivo per una materia disciplinata ancora da una legge del 1941. Il rischio è che si realizzino, assegnando il potere esclusivo di superpoliziotto online all’AgCom, condizioni di autoritarismo in nome di una difesa della proprietà intellettuale radicalmente mutata con le nuove tecnologie.

Soprattutto, va ribadito che solo il Parlamento ha il diritto-dovere di intervenire attraverso una legge, mentre è sbagliato e improprio che sia un’autorità amministrativa come l’Agcom a farlo con un regolamento. È in gioco la libertà dei saperi. No ad ogni forma di autoritarismo e di censura della e nella rete. Chiediamo ai Presidenti della Camera e del Senato di proporre all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di sospendere il regolamento varato lo scorso 12 dicembre, per dare la possibilità al Parlamento di svolgere la sua attività di legislatore. (Vincenzo Vita)